I Castelli hanno già un nome: lasciamolo decidere ai cittadini

Sandro Fora, Il Noce
BELLINZONA - A Bellinzona si vuole cambiare il nome dei nostri tre Castelli in “Fortezza di Bellinzona”. Il motivo? Una scelta di marketing turistico. Il risultato, però, rischia di essere ben altro: un inutile spreco di soldi pubblici e uno schiaffo alla nostra storia.
Fermiamoci un momento.
Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro non sono nomi qualsiasi. Sono parte della nostra identità. Sono i nomi con cui siamo cresciuti, i nomi che abbiamo imparato da bambini, i nomi che raccontano Bellinzona molto prima di qualsiasi strategia promozionale.
Sono nato a Bellinzona. Da bambino salivo a Castelgrande a piedi. Non andavo alla “Fortezza”. E come me, tanti bellinzonesi hanno un ricordo legato a quei nomi. Cambiarli per renderli più “vendibili” significa cancellare, poco alla volta, un pezzo di noi.
Il Movimento Il Noce è nato nel 2008 proprio per difendere Bellinzona. E una città si difende anche partendo dalla sua identità. Non si svende il nome di casa propria per inseguire un logo nuovo o una parola che suona meglio in una brochure turistica.
C’è poi una domanda molto concreta: quanto ci costerà questa “Fortezza”?
Cambiare nome non è mai un’operazione neutra. Significa rivedere cartelli, segnaletica, brochure, sito internet, mappe, materiale promozionale e comunicazione ufficiale. Tutto questo ha un costo. E quando si parla di enti pubblici, quei soldi sono soldi nostri.
Il Noce lo dice da anni: prima vengono i bisogni dei cittadini, poi le operazioni di immagine. Bellinzona ha bisogno di cura, attenzione, servizi e rispetto per la sua storia. Non di un maquillage lessicale deciso dall’alto.
Ed è proprio questo il punto: chi deve decidere?
Una scelta simile non può restare chiusa in una commissione o in qualche ufficio. Deve poter essere discussa apertamente. I cittadini devono poter dire la loro. Per questo serve un referendum consultivo: Bellinzona vuole davvero chiamare i suoi Castelli “Fortezza”, oppure vuole continuare a chiamarli Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro?
Io credo di conoscere la risposta.
Perché il bellinzonese non è stupido. Capisce benissimo quando una scelta nasce dal rispetto per la città e quando invece nasce dalla voglia di impacchettarla meglio per venderla. Oggi si cambia il nome dei Castelli perché “funziona meglio” sul mercato turistico. Domani cosa cambieremo? Il nome delle scuole? Dei quartieri? Delle piazze? Tutto ciò che suona antico dovrà essere modernizzato?
Il turismo non ha bisogno di bugie. Venezia non ha bisogno di chiamarsi “Lagoon City” per attirare visitatori. Roma non cambia nome al Colosseo per renderlo più internazionale. Il turista viene a Bellinzona perché qui trova qualcosa di vero: una città autentica, tre Castelli unici, una storia riconosciuta e vissuta.
Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro sono già un patrimonio. Non hanno bisogno di essere ribattezzati. Hanno bisogno di essere rispettati.
Per questo diciamo no alla “Fortezza di Bellinzona” imposta dall’alto. E diciamo sì alla voce dei cittadini.
Lasciamo che sia Bellinzona a decidere.



