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LORENZO CAVAGLIOTTI

POLUME prosegue malgrado il no della popolazione?

Lorenzo Cavagliotti, consigliere comunale Val Mara.
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POLUME prosegue malgrado il no della popolazione?
Lorenzo Cavagliotti, consigliere comunale Val Mara.

Negli ultimi giorni sono apparsi diversi articoli in cui USTRA sostiene di aver accolto le richieste relative al progetto POLUME.

La Commissione di accompagnamento politico del progetto si è recentemente riunita e ha appreso che USTRA ha proposto alcune modifiche migliorative, suggerite dai Comuni interessati. Tuttavia, tali modifiche appaiono piuttosto come concessioni di facciata: piccoli aggiustamenti, dal costo contenuto, che incidono marginalmente sul progetto iniziale ma servono a dare l’impressione di un reale cambiamento.

Allo stesso tempo, USTRA sembra perseguire una strategia mirata a ottenere consenso politico, proponendo diverse misure fiancheggiatrici. Queste vengono presentate come interventi di valorizzazione del territorio, ma contribuiscono anche a rendere il progetto più appetibile sul piano politico e dell’opinione pubblica.

Viene inoltre affermato che le regioni del Basso Ceresio e del Mendrisiotto avrebbero espresso apprezzamento per i miglioramenti proposti. In questo contesto, emerge una chiara strategia: costruire un consenso locale attraverso concessioni limitate e interventi accessori. Tra questi, ad esempio, la realizzazione della pista ciclabile tra Maroggia e Capolago, che rischia di spostare l’attenzione dal nodo centrale del progetto, ossia l’aumento della capacità autostradale e delle corsie, verso un’immagine più “a misura d’uomo” e rispettosa dell’ambiente.

La Svizzera è una democrazia in cui il popolo è sovrano e la politica ha il compito, o dovrebbe averlo, di rappresentarne la volontà. Le urne, in particolare in Ticino, si sono già espresse in modo chiaro sul potenziamento della rete stradale.

USTRA non dovrebbe cercare di aggirare questo messaggio, ma piuttosto ascoltarlo, evitando il rischio di un nuovo ritorno alle urne con un possibile esito negativo. Una strategia di questo tipo non giova a nessuno, né allo Stato, che rischia di sprecare tempo e risorse, creando anche frustrazione tra i dipendenti, né alla popolazione, che potrebbe perdere ulteriormente fiducia nelle istituzioni e nella politica.

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