Perdiamo tempo con gli slogan

Paola Falconi, architetta e consigliera comunale di Riviera – GISO Ticino
Avrei voluto rimanere più moderata, immaginando che dietro all’iniziativa “per la sostenibilità” ci fosse un piano ben pensato, anche perché i problemi identificati, ci sono o ci saranno nei prossimi anni. Invece è pura propaganda, con un po’ di greenwashing. La vendono come la panacea di tutti i mali e la soluzione alle crisi che la Svizzera sta attraversando; invece, leggendo il testo dell’iniziativa c’è poco o nulla oltre lo slogan.
Il nome è ingannevole, perché l’UDC è il partito che più si batte contro le votazioni a favore di una pianificazione del territorio che tenga conto delle sfide climatiche in atto, della biodiversità, della difesa degli spazi verdi, dello sviluppo e capillarità del trasporto pubblico, di energie pulite. Dopo aver speso milioni per contrastare queste iniziative che puntano ad uno stile di vita più sostenibile, in base alle risorse di cui dispone il nostro paese, decidono di fare un bel mischione di tutti i tempi e riprendere il loro cavallo di battaglia, ovvero che lo straniero è il capro espiatorio di tutti i mali che ci affliggono. Però attenzione, solo lo straniero che “non ci serve”; un po’ come se fossimo al supermercato, noi passiamo tra gli scaffali e ci scegliamo che cosa portarci a casa e cosa no.
Quindi come unica soluzione, dopo aver fissato un tetto al numero di residenti in Svizzera, propongono di inasprire la legge sull’asilo (attualmente già piuttosto restrittiva, basti pensare al caso della famiglia curda appena rimpatriata dal Ticino) e la legge sul ricongiungimento familiare (nostalgia del periodo in cui i bambini venivano nascosti nell’armadio?). In sintesi: vogliono lo straniero ricco, che lavora nei settori dove “girano più soldi” e tutti gli altri fuori. considerati più come merce, che come umani.
Oltre a porre una questione etica, si dimostra una visione del mondo poco realistica.
E anche un po’ disonesta, perché incolpano gli stranieri del caro affitto e della carenza di alloggi, entrando in contraddizione con loro stessi, da un lato perché a far crescere gli affitti è il divario enorme tra gli stipendi in alcuni settori (informatica e finanza, ad esempio) e quelli dei lavori “normali”, causando un mercato dopato, per cui a Zurigo è abbastanza normale trovare un 3.5 locali a 3500 franchi. Ma chi può permettersi questi affitti? Gli expat, quella manodopera qualificata di cui il paese ha bisogno, il tipo di stranieri che l’UDC vuole.
Gli affitti in realtà esplodono per la concorrenza degli affitti brevi e per gli spacchettamenti di immobili rivenduti in proprietà per piani. Tutte tematiche che l’UDC non affronta.
Si scaglia invece contro le persone che arrivano da paesi in guerra, che solitamente si stabiliscono negli appartamenti che non hanno mercato tra gli svizzeri, perché in zone discoste o perché non rinnovati e quindi poco appetibili sul mercato locale.
Ciò che ritengo scorretto e triste di questo tipo di votazione è che si trattano dei temi seri come l’alloggio, il trasporto pubblico e privato, la salvaguardia degli spazi verdi, un mercato del lavoro sano, l’invecchiamento della popolazione e l’utilizzo delle risorse del nostro Paese in modo superficiale. L’UDC individua il capro espiatorio e una volta “tolto quello”, i problemi si risolvono.
I problemi li abbiamo già prima di raggiungere i 10mio, allora si tratta solo di posticipare la discussione, dopo aver inasprito le leggi sull’asilo, forse per il gusto di farlo.
Assistiamo a dibattiti che purtroppo rimangono in superficie e non si interrogano su come risolvere le questioni sul lungo termine, dovremmo discutere per definire nuove strategie per affrontare un mondo che cambia e con sfide molto diverse rispetto a quelle di 50 anni fa.
Invece perdiamo tempo a discutere di slogan e vuota propaganda, il dibattito si asciuga di contenuti e si limita alla tifoseria. E se l’iniziativa non passa si lamenteranno che loro la soluzione l’avevano proposta. Se l’iniziativa passa i problemi non si risolveranno perché l’iniziativa da sola non porta soluzioni concrete. Che peccato.



