Votazione cantonale e federale del 14 giugno, le parole di voto di AITI

Associazione industrie ticinesi
Iniziativa popolare “per il rimborso delle cure dentarie”
AITI esprime un chiaro NO all’iniziativa “per il rimborso delle cure dentarie”. Questa iniziativa propone di introdurre a livello cantonale un’assicurazione obbligatoria finanziata dalle lavoratrici e dai lavoratori e dai datori di lavoro, tramite un prelievo sui salari. I costi ammonterebbero a circa 150 milioni di franchi all’anno, con un contributo complessivo prelevato sui salari fino allo 0,8%. Al di là dei pur fondamentali aspetti finanziari, comunque importanti in un contesto economico difficile, l’assicurazione obbligatoria sulle cure dentarie non sarebbe efficace; inoltre, il cantone Ticino sostiene già le persone economicamente più fragili nel pagare le cure dei denti. L’efficacia nelle cure dentarie è invece data dal sistema svizzero in vigore, che si basa sui programmi di prevenzione nella cura dentaria soprattutto in età scolastica. Oggi il 70% delle allieve e degli allievi delle scuole elementari e medie aderiscono al servizio dentario scolastico. Un altro argomento giustifica l’opposizione all’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie. Il fatto di avere un’assicurazione obbligatoria agirebbe negativamente sulla responsabilità individuale nella cura dei denti e costituirebbe un disincentivo nella prevenzione delle malattie dentarie. Inoltre, bisogna pur considerare che l’assicurazione obbligatoria per le cure dentarie non coprirebbe tutte le prestazioni e richiederebbe l’introduzione di una struttura amministrativa pubblica e burocratica, già solo per controllare i costi delle prestazioni. AITI invita a votare NO perché i ticinesi non devono essere obbligati a finanziare quella che si prefigura come una seconda cassa malati per le cure dentarie.
Iniziativa popolare “Sì alla neutralizzazione dei valori di stima”
AITI invita a votare SÌ all’iniziativa popolare “Sì alla neutralizzazione dell’aumento dei valori di stima”. Con l’adozione del nuovo articolo costituzionale verrebbe fissato nella Costituzione cantonale il principio secondo cui la revisione generale delle stime, prevista nel 2035, non innescherebbe un automatismo secondo il quale a un aumento delle stime legato a una revisione generale corrisponde un aumento del carico fiscale e una riduzione delle prestazioni sociali. Senza correttivi, la revisione generale delle stime immobiliari costerebbe oltre 430 milioni di franchi e colpirebbe i cittadini, proprietari della propria casa, famiglie, inquilini e imprese. Si tratta pertanto di adottare un principio semplice quanto di buon senso nell’impedire un salasso fiscale a carico dei contribuenti ticinesi.
Iniziativa popolare federale “No a una Svizzera da 10 milioni”
AITI esprime un NO all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, perché la sua accettazione significherebbe introdurre un rigido tetto demografico in Svizzera e metterebbe ancor più in difficoltà le imprese nella ricerca del personale necessario. Vi sarebbe inoltre il rischio di aumentare ulteriormente il numero dei lavoratori frontalieri per aggirare il tetto rigido alla popolazione. Dal punto di vista delle infrastrutture e del traffico si tratterebbe di un autogoal. L’iniziativa in votazione di fatto vuole portare all’abolizione degli accordi bilaterali fra Svizzera e UE senza porre il quesito direttamente. Si creerebbe un’incertezza economica per la Svizzera e la sua popolazione ma anche un rischio di maggiore insicurezza. Ciò perché l’abbandono o già solo la riduzione della lotta alla criminalità e al terrorismo a seguito del mancato accesso alle banche dati dell’UE sulla criminalità e al sistema di Schengen, inciderebbero negativamente sulla protezione della popolazione in Svizzera. L’iniziativa in votazione pone delle questioni concrete ma non fornisce soluzioni. Le sfide legate alla crescita della popolazione e allo sviluppo delle infrastrutture, particolarmente nelle aree urbane, devono essere fronteggiate con una strategia più consolidata: aumentare il potenziale di utilizzo della manodopera indigena, ridurre fortemente le domande d’asilo in Svizzera e promuovere la costruzione di alloggi a prezzi accessibili. In un momento di incertezza economica e di cambiamenti profondi a livello geopolitico, la Svizzera deve mantenere intatte le sue relazioni con il principale partner economico-commerciale, cioè l’Unione europea. Gli esperimenti come quelli proposti dall’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” sono dannosi.
Modifica della legge sul servizio civile
Infine, AITI si esprime a favore della modifica della legge federale sul servizio civile, affinché l’esercito disponga anche in futuro degli effettivi necessari a garantire la protezione e la sicurezza della Svizzera. La Costituzione federale indica chiaramente che il servizio militare è obbligatorio, mentre il servizio civile costituisce l’eccezione alla regola. Il servizio civile è un servizio sostitutivo riservato alle persone che non possono prestare servizio militare per motivi di coscienza. La modifica della legge in votazione rafforza questo principio, riducendo l’attrattività del servizio civile. Il servizio militare potrà contare sul lungo periodo su soldati e quadri con una preparazione solida e adeguata.



