Servizio civile: da eccezione a comoda alternativa

Tiziano Galeazzi, Deputato UDC in Gran Consiglio e Tenente Colonnello a.r.
Per la revisione della legge sul Servizio civile è in gioco la capacità operativa del nostro Esercito, ma anche l'equità e la giustizia nell’obbligo di prestare servizio militare.
La Costituzione Federale è molto chiara (Art 58 cpv 1 e Art 59 cpv1): la Svizzera dispone di un Esercito organizzato secondo il principio della milizia. Per questo ogni cittadino svizzero è obbligato a prestare Servizio militare. Per le persone soggette all’obbligo che non riescono a conciliare il Servizio con la propria coscienza, è stato istituito il Servizio civile sostitutivo.
Eppure il Servizio civile si è ormai da tempo scollato da questa disposizione originaria. Quella che era stata pensata come una soluzione per casi eccezionali è diventata un fenomeno di “comfort zone” di massa. Se all’inizio venivano prestati solo 50’000 giorni di Servizio civile, oggi se ne contano circa 1,9 milioni all’anno.
Per le nostre Forze Armate questo ha gravi conseguenze: anno dopo anno, perde in termini di effettivi l’equivalente di circa un’intera vecchia ex brigata di fanteria (da 9’000 a 11'000 uomini) o poco ci manca.
Nel 2025 si è raggiunto il record storico assoluto con ca. 7'200 passaggi al Servizio civile.
Un andamento negativo che preoccupa, sebbene negli ultimi sondaggi inerenti le preoccupazioni della popolazione, fatti a metà maggio, emerge proprio la sicurezza nazionale. Cresce quindi il sentimento di un rafforzamento della difesa e con essa dell’Esercito.
Quindi qualcosa non torna, tra il sentimento generale della popolazione e il comportamento effettivo di molti giovani che schivano il Servizio militare.
Distribuire carta per fotocopiatrici invece di prestare Servizio militare?
Lo Stato ha creato un sistema di incentivi sbagliati. Per numerosi giovani uomini, il Servizio civile rappresenta oggi una comoda alternativa al Servizio militare. Ciò è dimostrato, tra l’altro, dal fatto che molti passano all’impiego civile solo dopo la scuola reclute. In questi casi non è la coscienza a essere determinante, ma le condizioni più allettanti offerte da tale impiego, tra cui distribuire carta negli istituti scolastici.
Ecco perché è necessaria una revisione della legge sul Servizio civile. Si tratta di equità e della capacità operativa del nostro Esercito: chi vuole beneficiare della sicurezza e della libertà di questo Paese, deve essere pronto a dare il proprio contributo con tutti i sacrifici che esso richiede.
La difesa nazionale non la si costruisce facendo fotocopie e di questi tempi, non vi è da scherzare.
Voto quindi SI il prossimo 14 giugno sulla modifica della legge sul Servizio civile.



