Zelensky chiede altri 70 miliardi all'UE, Trump attacca: «Non vuole la pace»

Kiev cerca nuovi fondi per affrontare la guerra nel 2027. Bruxelles valuta la richiesta, mentre crescono le tensioni tra Washington e il presidente ucraino
BRUXELLES - Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all'Unione Europea altri 70 miliardi di euro per il 2027, necessari a sostenere lo sforzo bellico contro la Russia. La richiesta è arrivata durante il vertice europeo, in un intervento davanti ai capi di Stato e di governo successivamente pubblicato sulla piattaforma X. I fondi serviranno «per la difesa, per le armi e per la nostra resilienza», ha spiegato Zelensky. Secondo le stime di Kiev, il costo complessivo della guerra per il prossimo anno raggiungerà i 155 miliardi di euro.
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha confermato l'esistenza di un ampio consenso europeo sulla necessità di continuare a sostenere l'Ucraina, anche durante l'inverno e nel 2027. I 90 miliardi di euro già approvati dall'UE per il biennio 2026-2027 non saranno infatti sufficienti. «Sappiamo che con questi soldi non ce la facciamo, l'Ucraina non ce la fa», ha ammesso Merz. La Commissione europea esaminerà ora il fabbisogno finanziario, prima di una nuova discussione prevista a novembre o dicembre. Tra le possibili fonti di finanziamento figura il patrimonio russo congelato nell'Unione, pari a circa 210 miliardi di euro. Il ministro delle Finanze ucraino Serhij Martschenko aveva già segnalato un deficit di 29,1 miliardi di euro nel bilancio ordinario e di circa 40,1 miliardi nelle spese per la difesa.
Il vertice si è svolto in un clima di crescente tensione tra Zelensky e il presidente statunitense Donald Trump. In un'intervista all'emittente Newsmax, Trump ha accusato il leader ucraino di ostacolare un possibile accordo di pace con Mosca. «Dice che vuole un accordo, ma non lo vuole. No, non sono un grande fan di Zelensky», ha dichiarato, sostenendo che sarebbe più difficile negoziare con il presidente ucraino che con Vladimir Putin. Trump ha inoltre attribuito agli attacchi ucraini contro le raffinerie russe parte della responsabilità per l'aumento dei prezzi del petrolio.
L'Unione Europea ha cercato di evitare un ulteriore deterioramento dei rapporti con Washington, rinunciando a critiche pubbliche dirette nei confronti di Trump. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ribadito il sostegno europeo alla proposta americana di una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche, accusando però la Russia di non averla rispettata e di aver ulteriormente intensificato il conflitto. Zelensky, dal canto suo, ha assicurato che i contatti con gli Stati Uniti proseguono e che il suo team mantiene un dialogo costante con i negoziatori americani. Un nuovo incontro potrebbe essere fissato «nei prossimi giorni».
Le tensioni si sono aggravate dopo la decisione di Trump di sospendere temporaneamente le sanzioni sul diesel russo, con l'obiettivo di favorire una riduzione dei prezzi dei carburanti in vista delle elezioni americane di metà mandato. Zelensky ha criticato duramente la misura, mentre Trump ha successivamente chiesto la sua sostituzione. Sono inoltre emerse notizie su presunte restrizioni alla condivisione di informazioni di intelligence statunitensi e all'accesso alla rete satellitare Starlink, che avrebbero compromesso alcune operazioni ucraine con droni.
Per Bruxelles la situazione resta particolarmente delicata. L'UE è consapevole di non poter sostituire, almeno nell'immediato, il sostegno tecnico e di intelligence fornito dagli Stati Uniti. L'obiettivo è quindi evitare che lo scontro tra Trump e Zelensky provochi un'interruzione degli aiuti americani, rafforzando contemporaneamente il sostegno europeo a Kiev. Il presidente del Consiglio europeo António Costa ha ribadito questa linea: «Ora non è il momento di ridurre il sostegno all'Ucraina. Ora non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia. Ora è il momento di rafforzare il nostro sostegno e aumentare la pressione».



