Arrestati un religioso e la moglie: segregavano 200 persone

Durante l'irruzione della polizia sono state riscontrate «condizioni di disumanità estrema»
PRETORIA - Un pastore religioso e sua moglie sono stati arrestati in Sudafrica dopo il ritrovamento di 200 persone, alcune delle quali incatenate, all'interno di un presunto centro di riabilitazione illegale situato nella parte nord-orientale del Paese: lo rende noto la Bbc. La struttura, gestita nell'ambito di una chiesa nella provincia di Mpumalanga, è stata scoperta ieri nel corso di un'operazione condotta dalle autorità locali.
Secondo quanto riferito, durante l'irruzione sono state riscontrate «condizioni di disumanità estrema»: alcuni pazienti presentavano «piaghe su tutto il corpo», mentre altri erano «incatenati gli uni agli altri». La polizia ha incriminato per sequestro di persona la coppia che gestiva il centro, ma non si esclude l'aggiunta di ulteriori capi d'accusa mentre i due, al momento, non hanno rilasciato dichiarazioni.
Negli ultimi anni, in Sudafrica, il numero di centri di riabilitazione illegali è aumentato vertiginosamente, di pari passo con la crescente diffusione dell'uso di sostanze stupefacenti nel Paese. L'anno scorso, il Dipartimento per lo sviluppo sociale ha fatto sapere di aver individuato oltre 100 strutture non autorizzate attive sul territorio nazionale concentrate in gran parte nella provincia di Gauteng, dalla quale provengono alcune delle persone rinvenute nella struttura della provincia di Mpumalanga, come ha precisato il Dipartimento in un comunicato.



