Traffico di droga e migranti, un indagato rintracciato in Svizzera

L'operazione "Aquila Nera" è scattata nel mese di settembre
TRENTO - Uno dei destinatari delle misure cautelari disposte nell’ambito dell’operazione "Aquila Nera" è stato rintracciato e arrestato in Svizzera. Altri indagati inizialmente irreperibili sono stati individuati in Spagna, mentre un quarto è stato trovato in provincia di Bolzano dopo il suo rientro dalla Francia.
Le ricerche all’estero sono state condotte in raccordo con la rete operativa del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia. Nei confronti degli indagati irreperibili l’autorità giudiziaria italiana aveva emesso mandati d’arresto europei.
I dettagli di Aquila Nera
L’operazione era scattata lo scorso 22 settembre in diverse province italiane. I carabinieri del Comando provinciale di Trento avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 20 persone. Le accuse contestate a vario titolo riguardano associazioni per delinquere finalizzate al traffico e allo spaccio di droga e al traffico internazionale di migranti.
L’inchiesta, condotta tra giugno 2021 e novembre 2024, era partita per contrastare lo spaccio di cocaina in provincia di Trento. Secondo gli investigatori ha permesso di smantellare tre organizzazioni criminali, composte prevalentemente da cittadini stranieri, e di interrompere canali d’importazione della cocaina dal Paraguay e dal Perù, attraverso la Spagna, verso il Nord Italia.
Nel corso delle indagini erano state arrestate in flagranza sette persone, cinque in Italia e due tra Perù e Paraguay. I sequestri avevano raggiunto complessivamente circa 82 chili di cocaina, in parte trasformata in crack: 60 chili erano stati intercettati in Paraguay e otto in Perù. Gli inquirenti hanno inoltre ricostruito oltre 1’300 cessioni di droga.
Uno dei presunti vertici di un’organizzazione, stando all’accusa, avrebbe continuato a impartire ordini ai complici durante la detenzione, servendosi di un telefono cellulare introdotto clandestinamente in carcere. A due indagati viene inoltre contestato il sequestro a scopo di estorsione di un uomo che aveva contratto debiti di droga, avvenuto nel marzo 2023 tra Verona e Trento.
Il traffico di migranti
Un ulteriore filone dell’inchiesta riguarda il traffico di migranti lungo la rotta balcanica. Secondo gli investigatori, le organizzazioni noleggiavano nel Trentino, con pagamenti non tracciati, autocarri utilizzati per trasportare persone dalla Slovacchia all’Italia attraverso Ungheria e Austria. Nel dicembre 2022 due indagati erano stati arrestati in Slovacchia mentre trasportavano 15 cittadini siriani, che avrebbero pagato 700 euro ciascuno per l’ultimo tratto del viaggio.
Durante le perquisizioni eseguite il 22 settembre, con l’impiego complessivo di 121 carabinieri, erano stati sequestrati altri 700 grammi di cocaina e 70 grammi di hashish. Per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza fino a una condanna definitiva.



