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BRASILE

Brasile al ballottaggio, Flávio Bolsonaro parte in vantaggio su Lula

Il risultato del ballottaggio potrebbe ridefinire i rapporti con gli Stati Uniti e il resto dell’America Latina.
Brasile al ballottaggio, Flávio Bolsonaro parte in vantaggio su Lula
IMAGO / Fotoaren
Fonte Sda Dpa
Brasile al ballottaggio, Flávio Bolsonaro parte in vantaggio su Lula
Il risultato del ballottaggio potrebbe ridefinire i rapporti con gli Stati Uniti e il resto dell’America Latina.

BRASÍLIA - Il senatore di destra Flávio Bolsonaro arriva leggermente favorito al ballottaggio del 25 ottobre per la presidenza del Brasile, dove sfiderà il presidente uscente di sinistra Luiz Inácio Lula da Silva. Alle elezioni di domenica, il 45enne figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro ha ottenuto circa il 47% dei voti, secondo il conteggio provvisorio di quasi tutte le schede da parte dell'autorità elettorale. Lula si è fermato attorno al 45%, con oltre due milioni di voti in meno. Nessuno dei due ha raggiunto la maggioranza assoluta e sarà quindi necessario il secondo turno. Circa 159 milioni di brasiliani erano chiamati a scegliere tra dodici candidati.

«Il Brasile vuole un cambiamento», ha dichiarato Bolsonaro dopo il voto. Il senatore ha interpretato il risultato come un segnale di fiducia verso un cambiamento politico e ha dichiarato conclusa l'era del Partito dei Lavoratori (PT) di Lula. Il presidente uscente ha ammesso di essere stato convinto di poter vincere già al primo turno. Ora, ha detto l'ottantenne, comincia una nuova campagna: «La partita comincia. Siamo ai supplementari».

Il bilancio storico parla a favore di Bolsonaro
Il politologo Oliver Stuenkel considera Bolsonaro il chiaro favorito. Gli altri candidati erano sostanzialmente conservatori e Lula dovrà quindi riuscire a conquistare una parte consistente dei loro elettori. Considerando l'orientamento politico dei candidati esclusi e dei loro sostenitori, Stuenkel ritiene poco probabile che ci riesca.

Anche i precedenti storici sembrano favorire Bolsonaro: dal ritorno delle elezioni presidenziali dirette nel 1989, dopo la dittatura militare, in tutti e sette i ballottaggi ha vinto il candidato arrivato in testa al primo turno. L'ultima volta è accaduto nel 2022 con Lula, che precedette Jair Bolsonaro al primo turno e lo batté poi di misura al ballottaggio.

Due schieramenti politici - Successi elettorali per la famiglia Bolsonaro
Lula rappresenta la continuità con la politica avviata nel 2023, basata su programmi sociali, investimenti pubblici e un ruolo più forte dello Stato. L'ex leader sindacale aveva già governato il Brasile dal 2003 al 2010. Durante il suo terzo mandato sono diminuite la disoccupazione e la deforestazione dell'Amazzonia. Sul governo pesano però l'aumento del costo della vita, l'elevata spesa pubblica e il debito.

Flávio Bolsonaro, del Partito Liberale (PL), promette invece uno Stato più snello, tagli alla spesa e una linea più dura contro la criminalità. Il senatore si richiama all'eredità politica del padre Jair Bolsonaro, condannato a oltre 27 anni di carcere per il suo coinvolgimento in un tentato colpo di Stato. Tra le principali promesse elettorali di Flávio c'è un'amnistia per il padre.

Oltre al presidente, domenica sono stati eletti anche deputati, senatori e governatori. Altri membri della famiglia Bolsonaro hanno ottenuto successi alle urne: l'ex first lady Michelle Bolsonaro è stata eletta al Senato nel Distretto Federale di Brasília, mentre Carlos Bolsonaro, un altro figlio dell'ex presidente, ha conquistato a sua volta un seggio al Senato nello Stato meridionale di Santa Catarina.

Nel complesso, lo schieramento di destra vicino a Bolsonaro ha conquistato nettamente il maggior numero di seggi al Senato e diventerà il gruppo più numeroso. «Se Flávio Bolsonaro vince, partirà da una posizione molto favorevole», ha osservato Stuenkel.

La sicurezza al centro della campagna elettorale
La sicurezza pubblica è stata uno dei temi centrali della campagna elettorale. Organizzazioni di narcotrafficanti come il Primeiro Comando da Capital (PCC) e il Comando Vermelho (CV) controllano territori in alcune zone del Paese e sono coinvolte nel traffico di droga e in altre attività illegali. Anche la violenza contro le donne rimane un grave problema.

Flávio Bolsonaro propone una linea particolarmente dura. Durante la campagna elettorale ha annunciato circa mezzo milione di posti aggiuntivi nelle carceri e penitenziari di massima sicurezza sul modello di quelli di El Salvador. Vuole inoltre intensificare la lotta alle organizzazioni criminali. Lula punta invece soprattutto a colpire le strutture finanziarie della criminalità organizzata.

Trump e la sovranità
Anche la politica estera ha avuto un ruolo nella campagna elettorale. Il presidente statunitense Donald Trump aveva sostenuto politicamente Jair Bolsonaro e criticato il procedimento penale contro l'ex capo di Stato. Flávio Bolsonaro si è avvicinato durante la campagna all'area politica di Trump e lo ha già incontrato alla Casa Bianca, a Washington. Lula insiste invece maggiormente sulla difesa della sovranità brasiliana e, nonostante le tensioni con Washington, cerca di stabilizzare i rapporti con gli Stati Uniti.

Dalla rielezione di Trump alla Casa Bianca, il panorama politico dell'America Latina è cambiato. In Paesi come Bolivia, Cile e Colombia, candidati di destra hanno recentemente vinto le elezioni presidenziali. Allo stesso tempo, dopo la detenzione del capo di Stato venezuelano Nicolás Maduro, il governo statunitense collabora più strettamente con l'attuale presidente del Venezuela Delcy Rodríguez, anche nel settore petrolifero.

Il Brasile, maggiore economia e Paese più popoloso dell'America Latina, è un attore politico di primo piano nella regione. Una vittoria di Lula manterrebbe il Paese nel ruolo di contrappeso politico alla svolta a destra regionale. Con Flávio Bolsonaro, invece, il Brasile si avvicinerebbe maggiormente a Washington e ai governi conservatori della regione, ampliando anche l'influenza di Trump in America Latina.

Polemiche su giustizia e corruzione
La campagna elettorale è stata segnata anche dalle polemiche sulla Corte Suprema (STF). Al centro dell'attenzione c'è il caso di Daniel Vorcaro, ex proprietario di Banco Master, indagato dalla polizia federale per reati finanziari per miliardi e accuse di corruzione. Sono emersi messaggi inviati da Vorcaro al giudice della STF Alexandre de Moraes, oltre a un contratto da circa 131 milioni di real tra la banca e lo studio legale della moglie di Moraes. Il giudice, che ha avuto un ruolo centrale nel procedimento contro Jair Bolsonaro, respinge le accuse di cattiva condotta. Il caso ha inoltre provocato scontri tra diversi giudici della STF.

Flávio Bolsonaro ha ripetutamente criticato con durezza Moraes e la Corte, ma è finito a sua volta nel mirino degli inquirenti. Nell'ambito del finanziamento del film «Dark Horse» dedicato al padre, l'attenzione si concentra, tra l'altro, su alcuni pagamenti di Vorcaro. Flávio Bolsonaro nega qualsiasi irregolarità.

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