L'accordo USA-Russia prevede una maxi intesa sul petrolio

L'intesa avvantaggerebbe aziende mediorientali legate a Steve Witkoff e Jared Kushner, scrive il New York Times
WASHINGTON - I colloqui dell'amministrazione di Donald Trump con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina nelle ultime settimane hanno messo sul tavolo un accordo petrolifero multimiliardario. Lo rivela il New York Times.
L'intesa avvantaggerebbe aziende mediorientali legate ai due principali negoziatori americani, Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner.
L'accordo, subordinato all'approvazione del governo americano e del Cremlino, riguarda un vasto complesso di giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo di proprietà di Lukoil, una delle maggiori compagnie energetiche russe.
Il gruppo promotore dell'operazione comprende l'investitore americano Todd Boehly, che ha donato 2 milioni di dollari alla campagna di Trump, due gruppi mediorientali che hanno intrattenuto rapporti d'affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff, e un ente dell'amministrazione USA.
Non vi è alcuna indicazione che né il marito di Ivanka né l'inviato del tycoon ne traggano un profitto personale. Tuttavia, l'accordo in fase di definizione rappresenta una clamorosa commistione tra interessi commerciali privati e geopolitica.
Sarebbe stato proprio Vladimir Putin a proporre ai due uomini di Trump la vendita di asset energetici russi. Il valore dichiarato delle attività internazionali di Lukoil si aggira attorno ai 20 miliardi di dollari, ma il prezzo dell'operazione non è chiaro.



