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RUSSIA

«Non attaccheremo nessuno. Né nel 2030, né nel 2050»

Putin accusa alcuni governi occidentali di alimentare tensioni e giustifica la posizione difensiva di Mosca.
«Non attaccheremo nessuno. Né nel 2030, né nel 2050»
IMAGO / ITAR-TASS
Fonte Ats Ans
«Non attaccheremo nessuno. Né nel 2030, né nel 2050»
Putin accusa alcuni governi occidentali di alimentare tensioni e giustifica la posizione difensiva di Mosca.

MOSCA - La Russia «non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050». Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin rispondendo a una domanda durante la conferenza annuale del Valdai Club. Putin ha altresì denunciato come un segno di «escalation» da parte di alcuni paesi europei le loro ripetute affermazioni che si preparano a una guerra con la Russia entro la fine del decennio.

Anche «le esercitazioni nel Mar Baltico, una dopo l'altra, e i tentativi di fermare le nostre navi e imbarcazioni: tutto questo rappresenta l'escalation di cui ho parlato nel mio discorso. Tutto questo è un'escalation», ha osservato il leader russo durante la sessione plenaria del 23° incontro del Club di discussione internazionale, riporta la Tass.

Lo «zar» ha al contempo ribadito che in caso di attacco diretto al territorio russo, Mosca risponderà «con tutti i mezzi a sua disposizione», sottolineando che ciò non significa automaticamente l'utilizzo di armi nucleari.

La lettera inviata nei giorni scorsi alla NATO in merito alla risposta a una possibile minaccia all'exclave di Kaliningrad «non è una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia», ha affermato Putin.

Parlando alla conferenza annuale del Club Valdai, il presidente russo ha anche sottolineato che «non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata cominciata contro di noi». Putin ha ribadito la posizione di Mosca, secondo la quale, a partire dal 2014, con la rimozione in Ucraina del presidente filorusso Viktor Yanukovich, la Russia è stata «posta deliberatamente in una situazione in cui è stata costretta a difendersi con le armi e rispondere all'aggressione» da parte dei paesi occidentali. Mosca, ha affermato, non ha dimenticato che i suoi avversari volevano infliggerle «una sconfitta strategica» e smembrare la Russia.

Putin ha inoltre respinto come «assurda» la proposta di sospendere gli attacchi a lunga distanza tra la Russia e l'Ucraina, in particolare la proposta di cessare i raid ucraini sulle raffinerie russe e quelli russi sulle navi ucraine nel Mar Nero, riferiscono le agenzie russe.

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