Putin: «La Russia non ha intenzione di attaccare nessuno»

Il presidente russo accusa alcuni Paesi europei di alimentare l'escalation e avverte: Mosca reagirà in caso di attacco diretto
MOSCA - La Russia «non ha intenzione di attaccare nessuno, né nel 2029, né nel 2030, né nel 2050». Lo ha affermato il presidente Vladimir Putin rispondendo a una domanda durante la conferenza annuale del Valdai Club.
Putin ha definito un segno di «escalation» le ripetute affermazioni di alcuni Paesi europei secondo cui sarebbe necessario prepararsi a una guerra con la Russia entro la fine del decennio. Ha tuttavia ribadito che, in caso di attacco diretto al territorio russo, Mosca risponderà «con tutti i mezzi a sua disposizione», precisando che questo non comporterebbe automaticamente l'impiego di armi nucleari.
Il presidente russo è intervenuto anche sulla lettera inviata nei giorni scorsi alla NATO riguardo alla risposta a una possibile minaccia all'exclave di Kaliningrad. Secondo Putin, «non è una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia».
Putin ha infine ribadito la posizione del Cremlino sulle origini della guerra in Ucraina, sostenendo che «non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata cominciata contro di noi». Secondo la ricostruzione di Mosca, dal 2014 e dalla rimozione del presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich, la Russia sarebbe stata posta in una situazione che l'avrebbe costretta a «difendersi con le armi» dall'aggressione dei Paesi occidentali. Putin ha inoltre ricordato che, a suo dire, gli avversari di Mosca puntavano a infliggere alla Russia «una sconfitta strategica» e a smembrarla.



