Cerca e trova immobili
MEDIO ORIENTE

Trump: «L'Iran perde tempo, ci tratta da cretini»

La fragile tregua sembra ormai compromessa mentre si moltiplicano gli scontri militari e gli appelli internazionali per una de-escalation.
Imago
Trump: «L'Iran perde tempo, ci tratta da cretini»
La fragile tregua sembra ormai compromessa mentre si moltiplicano gli scontri militari e gli appelli internazionali per una de-escalation.

NEW YORK - Gli attacchi americani all'Iran sono iniziati. Lo riporta Axios citando una fonte americana. Sulla costa sud dell'Iran si sono verificate diverse esplosioni nel cuore della notte. Come hanno riportato concordemente l'agenzia di stampa statale Irna e la radio, sono state osservate esplosioni nei pressi delle città di Minab e Sirik.

Anche secondo quanto dichiarato dal proprio comando, l'esercito statunitense ha iniziato, su ordine del presidente USA Donald Trump, nuovi attacchi contro diversi obiettivi in Iran. «Gli attacchi sono una risposta all'aggressione ingiustificata e persistente dell'Iran», ha comunicato il comando regionale USA per il Medio Oriente Centcom sulla piattaforma X.

«Oggi, alle 5:15 ET, le forze armate hanno iniziato a lanciare ulteriori attacchi di autodifesa contro molteplici obiettivi in Iran, su disposizione del commander-in-chief. Tali attacchi costituiscono una risposta alla continua e ingiustificata aggressione da parte dell'Iran», ha detto il Centcom.

La situazione ad oggi
La tregua fra Iran e Stati Uniti è stata oggi sempre più appesa a un filo. Dopo aver annunciato per l'ennesima volta l'imminenza di un accordo, Donald Trump ha deciso dunque di alzare il tiro.

Nel Golfo Persico sono tornati a soffiare venti di guerra, con Teheran che ribatte colpo su colpo ai raid statunitensi. E con una petroliera colpita da un missile Usa al largo dell'Oman che ha surriscaldato il clima anche tra Washington e New Delhi: 21 marinai indiani sono stati tratti in salvo e almeno tre risultano dispersi, con il governo Modi che ha convocato il rappresentante diplomatico americano.

L'Iran «sta perdendo tempo, da loro solo chiacchiere, e ora dovrà pagarne il prezzo», ha minacciato il commander-in-chief dopo una notte di fuoco incrociato, dicendosi pronto ad ordinare nuovi attacchi contro le centrali elettriche e i ponti iraniani. Non più, dunque, solo raid «difensivi e proporzionati» come quelli di rappresaglia per l'abbattimento di un elicottero Apache.

«Li abbiamo colpiti duramente, e li colpiremo duramente anche oggi», ha minacciato il presidente Usa dallo Studio Ovale a margine della firma del Secure America Act, la legge che porterà nelle casse delle autorità per l'immigrazione 70 miliardi di dollari. Trump ha comunque ribadito la sua voglia di raggiungere un'intesa che, afferma, «è fatta e va solo firmata». Un accordo che metta fine al conflitto e gli consenta di svincolarsi da una «débâcle che lo sta trasformando - nota il Financial Times - in una sorta di Jimmy Carter nella crisi degli ostaggi del 1979».

La diplomazia dunque continua a lavorare per cercare di spezzare l'impasse che si è venuta a creare nelle trattative. L'amministrazione segue la strada della massima pressione per costringere Teheran a cedere e firmare un accordo. Per accelerare i colloqui i negoziatori del Qatar sono volati a Teheran nel tentativo di colmare le divergenze rimanenti e raggiungere l'intesa. Le tre ondate di attacchi americani in risposta all'elicottero abbattuto ad Hormuz, infatti, hanno spinto l'Iran a rispondere con raid verso alcune basi americane nella regione - in Barhein e in Giordania - lasciando temere il peggio e riaccendo la paura di una guerra prolungata e che si allarghi a macchia d'olio.

«Ci riserviamo il diritto all'autodifesa e alla legittima rappresaglia contro gli attacchi», ha avvertito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, dopo aver esortato i Paesi della regione a negare l'uso delle proprie infrastrutture a Stati Uniti e Israele. «Non hanno nulla, non hanno una marina. Sono uno Stato fallito. Pensano che siamo dei cretini: gli ho concesso tempo ma continuano a cincischiare», ha ribadito un commander-in-chief sempre più frustrato. Le rappresaglie reciproche rendono infatti la situazione estremamente volatile, aumentando il rischio che le due parti possano valicare le rispettive linee rosse. E a chiedere a gran voce una de-escalation sono la Russia e la Cina: «È necessario mantenere la calma e adottare misure concrete per allentare e raffreddare le tensioni», ammonisce Pechino.

Pur minacciando l'uso della forza, gli Stati Uniti continuano comunque a fare leva sulla pressione economica per strangolare la leadership dell'Iran. Il Tesoro americano ha imposto nuove sanzioni a nove individui ed entità accusati di aiutare i pasdaran a procurarsi armi. Le forze armate americane mantengono il blocco ai porti iraniani per chiudere i rubinetti delle entrate petrolifere del regime. «È efficace. È un muro d'acciaio», ha detto Trump, difendendo il blocco, una delle leve più potenti a sua disposizione per mettere Teheran all'angolo. Ma Teheran non sembra farsi intimorire e rilancia: «Ogni volta che il presidente Usa ha parlato ha ricevuto in risposta da noi un sonoro schiaffo», ha tuonato il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane. Provocazioni che non è chiaro per quanto ancora Trump tollererà.

Entra nel canale WhatsApp di Ticinonline.
Iscriviti alla newsletter giornaliera di Tio per ricevere le notizie più importanti direttamente nella tua casella di posta.
Naviga su tio.ch senza pubblicità Prova TioABO per 7 giorni.

Sappiamo quanto sia importante condividere le vostre opinioni. Tuttavia, per questo articolo abbiamo scelto di mantenere chiusa la sezione commenti.

Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.

Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.

Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!
NOTIZIE PIÙ LETTE