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Nvidia record con il boom dell'Ia

Ricavi in crescita di oltre il 70% per il colosso dei semiconduttori
dpa
Fonte Ats Ans
Nvidia record con il boom dell'Ia
Ricavi in crescita di oltre il 70% per il colosso dei semiconduttori

WASHINGTON - Nvidia dei record. Il boom dell'intelligenza artificiale spinge il colosso dei semiconduttori che archivia il quarto trimestre dell'esercizio fiscale con un utile quasi raddoppiato e ricavi in crescita di oltre il 70%. Un balzo che mette le ali ai titoli a Wall Street dove, nelle contrattazioni after hours, salgono del 4,1%.

«La domanda sta crescendo in modo esponenziale», ha assicurato il CEO Jensen Huang. «Il punto di svolta è arrivato», ha aggiunto. Forte di un quarto trimestre con ricavi in aumento del 73% a 68,1 miliardi e un utile in crescita del 94% a 43 miliardi, Nvidia ha archiviato l'esercizio fiscale 2026 con un fatturato annuale di 215,9 miliardi e un utile di 120. Anche per i tre mesi in corso, il colosso dei semiconduttori presenta dati sopra le attese in termini di ricavi, previsti salire a 76,44 e 79,56 miliardi, oltre i 72,78 miliardi a cui puntavano il mercato.

Risultati e previsioni stellari che sembrano in grado di poter rassicurare sul settore dell'intelligenza artificiale, che da settimane agita Wall Street. Nvidia beneficia del boom della domanda di Amazon, Google, Microsoft e Meta, attese spendere quest'anno quasi 700 miliardi di dollari per alimentare la loro corsa all'Ia, con un aumento delle spese di capitale del 60% rispetto ai livelli già storici del 2025.

Dopo aver spinto e sostenuto la volta dell'Ia per anni, Wall Street ora la guarda con maggiore freddezza, da un lato scettica sui pochi risultati ancora visibili, e dall'altra parte preoccupata per una possibile bolla. A non nascondere il suo nervosismo è stato il CEO di JPMorgan Jamie Dimon. Parlando di una situazione simile a quella che ha preceduto la crisi del 2008 e 2009, il banchiere ha messo in evidenza come in ogni «ciclo di credito c'è sempre stata una sorpresa», spesso riguardante il settore che sarà il maggiormente interessato.

«Non ci si aspettava che le utility e le compagnie telefoniche fossero le più colpite nel 2008 e nel 2009, e questa volta potrebbe essere il software, a causa dell'intelligenza artificiale», ha spiegato. Ad agitare gli investitori sono anche gli accordi multimiliardari che si susseguono nel settore dell'Ia. Molte big cercano di ridurre la loro dipendenza da Nvidia e di diversificare a suon di intese su più anni e dai contorni non sempre chiari o realizzabili. Ci sono poi i timori sugli effetti dell'Ia sulle aziende di software, da settimane sotto pressione a Wall Street, ma anche sulla popolazione.

Il rapporto di Citrini Research ha scosso le coscienze e attirato molte critiche. Dalle grandi istituzioni alla Casa Bianca, un coro si è alzato contro lo studio che ha previsto una «spirale» in cui le aziende investiranno sempre di più sull'Ia e meno sui dipendenti in uno scenario definito da alcuni "science fiction".

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