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L'oro ha il fiatone. Ma il suo ruolo non si discute

Il metallo prezioso vive un momento di grande volatilità. L'esperto però rassicura. E per gli investitori, l'oro rimane un pilastro
Depositphotos (belchonock)
Fonte ats
L'oro ha il fiatone. Ma il suo ruolo non si discute
Il metallo prezioso vive un momento di grande volatilità. L'esperto però rassicura. E per gli investitori, l'oro rimane un pilastro

GINEVRA - Il prezzo dell'oro sta vivendo un momento di estrema volatilità: dopo aver toccato i massimi storici ha subito una violenta correzione, mentre nella giornata odierna sembra in ripresa. Cosa spinge un bene rifugio per eccellenza a oscillazioni così brusche? Secondo Nicolas Bickel, direttore degli investimenti della banca privata del gruppo Edmond de Rothschild, i fattori sono strutturali e speculativi. Ma non bastano a metterne in discussione il ruolo in un portafoglio.

"Il primo grande innesco dei flussi d'acquisto sull'oro è stata la decisione degli americani di tagliare l'accesso al sistema Swift ai russi", afferma l'esperto in un'intervista all'agenzia Awp. "Poi il grosso dei movimenti si fa con gli acquisti delle banche centrali, principalmente di paesi emergenti come la Cina, l'India, o ancora la Polonia che è il più grande acquirente in questo momento".

Un motore magari inaspettato viene dalle criptovalute. "Un altro fattore che ha potuto alimentare i flussi sull'oro è l'ascesa dei stablecoin. Tether ha per esempio recentemente svelato una riserva di 140 tonnellate d'oro e intende continuare ad acquistarne". Alla base, c'è un cambiamento epocale: "C'è un movimento che è legato alla 'dedollarizzazione', al cambiamento macroeconomico", spiega. "Se ci si vuole proteggere, servono beni reali".

Le quantità in gioco sono state colossali. "In 24 ore nella fase di rialzo prima della correzione abbiamo avuto volumi di 1700 miliardi, ciò che rappresenta la dimensione della capitalizzazione del bitcoin: è enorme. Con movimenti così estremi, bisogna aspettarsi un effetto di bilanciamento". La correzione è stata amplificata da un evento politico: "La decisione di nominare Kevin Warsh a capo della Federal Reserve ha rassicurato sull'indipendenza della banca centrale americana e probabilmente alimentato la correzione rapida", aggiunge lo specialista. "Ha rafforzato il dollaro e quindi ha fatto meccanicamente scendere l'oro".

La volatilità mette in dubbio la funzione dell'oro di porto sicuro? Per Bickel la risposta è negativa: "Non rimette in discussione il ruolo dell'oro come copertura dall'inflazione e come buona diversificazione di fronte all'aumento dei rischi geopolitici". Anzi, rispetto alle azioni, l'oro non è così caro: "Nel 1980, un'oncia valeva 6 S&P 500, oggi non più che uno: in relazione alla valorizzazione delle azioni, l'oro non è così caro".

L'argento? «È più speculativo»
Il discorso è diverso per l'argento, più speculativo. "Si dice che è l'oro al quadrato. I flussi sono meno numerosi e molto più speculativi. C'è un effetto di impennata del corso, ma non necessariamente fondamentale". Anche in questo comparto si osservano comunque segnali interessanti: "Con il prezzo di un'oncia d'argento si potevano comprare due barili di petrolio: oggi non si è mai comprato tanto petrolio con la stessa oncia, c'è una forma di esuberanza".

Per gli investitori l'oro resta un pilastro. "L'oro è sempre un bene molto interessante in un portafoglio. Spesso non fa niente per diversi anni, ma vi protegge in fasi di forte inflazione o di svalutazioni monetarie". I fondamentali restano solidi: "L'obiettivo di 5000 dollari l'oncia è giustificato rispetto al contesto attuale. Le banche centrali hanno annunciato acquisti importanti nei mesi a venire".

La divergenza tra gli istituti centrali (acquirenti a lungo termine) e mercati (venditori a breve) non è un segnale negativo, ma riflette strategie diverse. "I movimenti d'acquisto d'oro che si osservano sui mercati finanziari non sono necessariamente speculativi a breve termine", argomenta l'analista. "Restano nel contesto di 'cedollarizzazione' e di rafforzamento dei beni reali nei portafogli". In quest'ultimo settore la domanda si è estesa all'uranio, che è molto richiesto, e alle terre rare, cruciali per la transizione energetica e l'intelligenza artificiale, conclude Bickel.

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