Alta tensione a Okinawa dopo l'arresto di un marine USA

L'uomo è accusato di aver rapinato e ucciso una donna in un albergo
OKINAWA - Resta alta la tensione nella prefettura di Okinawa, nel sud del Giappone, dopo l'arresto di un militare americano accusato di aver rapinato e ucciso una donna in un hotel di Naha, capitale dell'isola che ospita la maggior parte delle basi statunitensi nell'arcipelago.
Il ventenne, caporale di stanza alla Marine Corps Air Station Futenma di Ginowan, è stato fermato domenica notte a circa 20 chilometri dall'hotel ed è stato rinviato a giudizio. Egli nega le accuse.
Secondo la polizia prefettizia, le telecamere di sicurezza lo avrebbero ripreso mentre entrava con la vittima e poi usciva con lo zaino e gli effetti personali della donna.
La premier Sanae Takaichi ha parlato in parlamento di un "crimine efferato" ed "estremamente deplorevole", chiedendo agli Stati Uniti piena collaborazione nelle indagini e una rigorosa disciplina del personale militare. Il segretario di gabinetto Minoru Kihara ha assicurato che Tokyo e Washington lavoreranno insieme per prevenire il ripetersi di casi simili.
Il governatore di Okinawa Genta Koja ha convocato i funzionari giapponesi e americani, denunciando che gli sforzi per imporre disciplina ed educazione ai diritti umani "non funzionano". Koja ha chiesto inoltre una revisione dell'accordo bilaterale sullo status delle forze armate, e domani è previsto un incontro tra il governatore e la premier a Tokyo.
Il caso riaccende le proteste sull'isola, che ospita più della metà dei 50'000 soldati statunitensi dislocati in Giappone. Nel 1995 lo stupro di una studentessa da parte di tre militari innescò l'accordo per restituire Futenma. Secondo la polizia, nel 2025 i casi che hanno coinvolto forze armate americane o personale collegato sono stati 101, il dato più alto in 22 anni.




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