Il killer di lady Brexit voleva colpire pure Farage

Le indagini confermano che Joshua Kerry aveva pianificato anche attentati terroristici contro il leader di Reform Uk.
Le indagini confermano che Joshua Kerry aveva pianificato anche attentati terroristici contro il leader di Reform Uk.
LONDRA - Svolta sinistra nella vicenda della brutale uccisione a martellate nel luglio scorso di Ann Widdecombe: 78enne figura notissima della destra britannica e pasionaria euroscettica transitata negli anni dalle file del Partito conservatore di Margaret Thatcher al Brexit Party (trasformatosi poi in Reform Uk) del trumpiano Nigel Farage. Il 28enne Joshua Kerry, accusato per l'omicidio, è stato formalmente incriminato in queste ore per terrorismo e anche per aver pianificato, in precedenza, attacchi di natura terroristica contro lo stesso Farage.
A certificare questo scenario in forma esplicita è ora l'antiterrorismo del Regno, subentrata nell'indagine a qualche giorno di distanza dall'aggressione perpetrata nella casa di Widdecombe, nella bucolica campagna del Devon inglese, dopo un'iniziale ipotesi investigativa di rapina finita male: contestata fin da subito da Farage. Pista rapidamente tramontata, del resto, per cedere il posto già in estate alla ricostruzione di un evidente omicidio premeditato da parte di Kerry, piombato nell'abitazione dell'anziana esponente politica al termine di un viaggio di ben 450 chilometri dalla sua residenza nel nord dell'Inghilterra.
Vicky Evans, coordinatrice nazionale del Ctp (Counter Terrorism Policing) ha messo in relazione la svolta odierna con i risultati di un'investigazione «articolata ed enormemente complessa» da cui emergono infine capi d'imputazioni «molto, ma molto seri» di violazione del Terrorism Act. Imputazioni che includono una serie di progetti di natura terroristica animati da apparente odio contro la destra brexiteer e attribuiti in un arco di tempo compreso tra il 31 maggio 2024 e l'8 luglio 2026: andati a vuoto o non pienamente a segno contro Farage e altri possibili obiettivi, e culminati in ultimo nella sanguinosa 'esecuzione' dell'indifesa Ann Widdecombe, con decine di colpi di martello, di circa 3 mesi fa.
Il 28enne, personaggio descritto dai media come eccentrico e solitario, comparirà dinanzi a un giudice per il rinvio a giudizio a novembre, nell'ambito di una caso che coinvolge - per il suo spessore criminale e di minaccia a sfondo politico - anche la Procura della Corona. Il governo laburista, per bocca della ministra dell'Interno, Shabana Mahmood, ha da parte sua assicurato la massima attenzione, evocando un quadro «estremamente inquietante». Mahmood ha espresso «profonda solidarietà» a Farage, nel nome di una condanna che in situazioni come questa deve andare oltre ogni divisione partitica o ideologica. «Nessuno faccia confusione, un attacco politico contro chiunque è un attacco contro tutti noi», contro la democrazia» britannica, ha tagliato corto.
Un atteggiamento ben accolto dal numero uno di Reform, ma che non cancella le polemiche del passato contro la sottovalutazione mostrata a suo dire dalla polizia rispetto alle minacce contro di lui e contro la sua parte politica. Polemiche già sollevate con forza ad agosto, quando erano emersi i primi vaghi indizi su un possibile collegamento dell'omicida di casa Widdecombe con un tentato attacco incendiario contro una residenza londinese di Farage, avvenuto nel 2025 e pure liquidato all'epoca come episodio minore precipitosamente archiviato.
Il tutto in un clima di sospetto destinato inevitabilmente a essere rilanciato, a margine dei prossimi scontri politici ed elettorali: tanto più che l'ex tribuno della Brexit ha giustificato di recente anche alcuni degli scandali su opache donazioni di sostenitori criptomilionari a suo favore come contributi per la «sicurezza personale»: presentandosi nei panni del politico britannico più esposto a minacce della storia moderna.




