Teheran giustizia un manifestante di appena 20 anni

La condanna ha suscitato forti critiche internazionali sulle violazioni dei diritti umani in Iran.
La condanna ha suscitato forti critiche internazionali sulle violazioni dei diritti umani in Iran.
TEHERAN - Le autorità iraniane hanno giustiziato Arvin Kheirkhah, 20 anni, detenuto nel carcere di Shahroud. Lo riporta Iran International, secondo cui Kheirkhah era stato arrestato durante le proteste di gennaio e condannato a morte da un Tribunale rivoluzionario con l'accusa di "moharebeh", ovvero "guerra contro Dio".
Secondo Iran International, Kheirkhah ha chiesto alla famiglia, in un'ultima conversazione, di non lasciare «che si dimentichino di me. Abbiamo lottato per la liberazione della nostra patria. Non lasciate che la strada che abbiamo scelto venga messa a tacere». Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià, ha condannato l'esecuzione, spiegando che diversi altri detenuti sono a rischio.
L'esecuzione di Kheirkhah segue l'impiccagione di altri due giovani manifestanti, Amirhossein Safari e Abolfazl Sepahi, avvenuta martedì a Isfahan. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno esortato l'Iran a fermare le esecuzioni, sollevando preoccupazioni in merito a violazioni del diritto a un giusto processo, udienze a porte chiuse e all'utilizzo di confessioni trasmesse dalla televisione di Stato.




