Timbrature false e assenteismo: denunciati due dipendenti del Comune di Como

Secondo la Guardia di Finanza, i due si sarebbero dedicati ad attività personali invece di essere in ufficio, compresi acquisti in Ticino
Secondo la Guardia di Finanza, i due si sarebbero dedicati ad attività personali invece di essere in ufficio, compresi acquisti in Ticino
COMO - Due dipendenti pubblici del Comune di Como sono stati denunciati al termine di un’indagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Como. Le accuse, a vario titolo, riguardano plurimi e reiterati episodi di peculato, false attestazioni, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.
L'indagine
L’attività investigativa, avviata nell’estate del 2025 dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha preso in esame diversi elementi: dalle timbrature dei badge alle immagini dei sistemi di videosorveglianza, fino alla geolocalizzazione degli spostamenti e alle movimentazioni finanziarie effettuate tramite carte elettroniche presso esercizi commerciali.
Secondo quanto accertato, i due impiegati avrebbero adottato un sistema consolidato di reciproca collaborazione, timbrando vicendevolmente i cartellini di presenza per attestare falsamente l’orario di servizio. Una pratica che avrebbe consentito di coprire assenze e allontanamenti non autorizzati, arrivando in alcuni casi a far risultare anche ore di straordinario non dovute.
Pranzi prolungati e spesa in orario di ufficio, anche in Ticino
Le indagini hanno inoltre evidenziato come, durante l’orario di lavoro, i due dipendenti si dedicassero frequentemente ad attività personali, talvolta utilizzando anche l’auto di servizio. Tra i comportamenti documentati figurano pause pranzo prolungate oltre i limiti previsti, spostamenti per commissioni private - come il rinnovo della patente - e acquisti di vario genere, dai prodotti alimentari all’abbigliamento, effettuati sia in città sia nei comuni limitrofi e oltre confine.
Nel corso degli accertamenti sono emerse anche visite a strutture sanitarie per esami clinici, accessi a studi medici privati e spostamenti per far visita a parenti residenti fuori provincia, tutti avvenuti durante l’orario di servizio.
Al termine dell’indagine, i due dipendenti sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como. L’operazione, sottolinea la Guardia di finanza, conferma il costante impegno nel contrasto ai reati nella Pubblica amministrazione, a tutela della legalità e delle risorse pubbliche, nonché del rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Gli indagati, che, nella fase attuale delle indagini preliminari, devono considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.





