Israele risponde, esplosioni a Teheran

Anche lo Yemen prende di mira Tel Aviv. Le sirene a Tel Aviv hanno suonato per la prima volta dallo scorso aprile
TEHERAN - Dopo i missili lanciati ieri sera dall'Iran verso Israele, esplosioni sono state udite a Teheran e in altre città iraniane. Lo ha annunciato la televisione di Stato, mentre l'esercito israeliano ha affermato di aver colpito «obiettivi militari» in Iran, come riporta l'Afp. «Diverse esplosioni sono state udite a Teheran, Tabriz e Isfahan», ha scritto sinteticamente la televisione di stato su Telegram.
L'aeronautica israeliana ha risposto questa mattina al lancio di missili operato ieri sera da Teheran colpendo a sua volta numerosi «obiettivi militari nell'Iran occidentale e centrale». Lo ha scritto su Telegram l'Idf.
Le Guardie Rivoluzionarie, in una dichiarazione, hanno confermato gli attacchi israeliani, affermando che «il regime sionista ha preso di mira alcune zone dell'Iran questa mattina presto, utilizzando missili balistici lanciati dall'aria».
L'agenzia di stampa IRNA ha inoltre riferito che Israele ha attaccato Karaj, Isfahan e Tabriz, e che due esplosioni si sono verificate in diverse zone della parte occidentale di Teheran alle 04.43 e alle 04.45, tra cui l'aeroporto di Mehrabad, ma non in aree residenziali.
Nelle prime ore di oggi gli allarmi sono risuonati anche a Tel Aviv e nel centro del Paese per un nuovo lancio di missili dall'Iran e, per la prima volta da aprile, dallo Yemen. Quest'ultimo è stato intercettato dai sistemi di difesa.
La reazione israeliana è avvenuta malgrado una telefonata fra il presidente americano Donald Trump e il premier Benjamin Netanyahu nella quale, hanno riferito fonti di entrambe le parti ad Axios, l'inquilino della Casa Bianca ha chiesto di non replicare all'attacco missilistico iraniano e di concedere più tempo alla diplomazia.
Netanyahu non avrà «altra scelta» se non quella di accettare un accordo con l'Iran, ha detto Trump al Financial Times dopo la telefonata. «Decido io. Decido tutto io», ha aggiunto il tycoon, secondo il quale quanto accaduto non avrà «alcun impatto» sull'intesa.
«Vedremo come andrà a finire. Ma gli attacchi missilistici contro Israele non hanno lasciato il segno. È una di quelle cose che vanno avanti da 3000 anni, o da 47 anni, a seconda di come si conta», ha sottolineato il presidente americano. Per Trump, un accordo resta molto vicino. «Avrei detto che sarebbe stato firmato lunedì, martedì o mercoledì», ha rivelato.




Su alcuni temi riceviamo purtroppo con frequenza messaggi contenenti insulti e incitamento all'odio e, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo a garantire un dialogo costruttivo. Per le stesse ragioni, disattiviamo i commenti anche negli articoli dedicati a decessi, crimini, processi e incidenti.
Il confronto con i nostri lettori rimane per noi fondamentale: è una parte centrale della nostra piattaforma. Per questo ci impegniamo a mantenere aperta la discussione ogni volta che è possibile.
Dipende anche da voi: con interventi rispettosi, costruttivi e cortesi, potete contribuire a mantenere un dialogo aperto, civile e utile per tutti. Non vediamo l'ora di ritrovarvi nella prossima sezione commenti!