Neonato di sette mesi ucciso dall'Esercito israeliano: «Brutalità contro i palestinesi»

L'Idf riferisce che le truppe hanno aperto il fuoco perché «hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro».
L'Idf riferisce che le truppe hanno aperto il fuoco perché «hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro».
TEL RUMEIDA - Dopo la morte a colpi d'arma da fuoco di un neonato palestinese di sette mesi nel sud della Cisgiordania, l'esercito israeliano ha dichiarato che l'episodio è attualmente oggetto di indagine.
In un messaggio diffuso su Telegram, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che le truppe «hanno percepito un veicolo che accelerava verso di loro» e hanno quindi aperto il fuoco. A bordo dell'auto c'era il piccolo insieme ai suoi genitori, che sono rimasti feriti.
«Da una prima indagine, sembra che si trattasse di civili non coinvolti», ha aggiunto l'esercito, precisando che le circostanze dell'accaduto sono ancora in fase di accertamento.
L'episodio, verificatosi nei pressi del Tel Rumeida, si inserisce nel contesto delle tensioni in corso nella regione. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sull'identità delle persone coinvolte né sulla dinamica completa dei fatti.
«Crimine che riflette la mentalità criminale delle forze di occupazione»
Intanto Hamas condanna l'uccisione del neonato, bollandola come la rappresentazione del «vero volto» della «brutalità» di Israele contro i palestinesi. «Affermiamo che questo crimine riflette la mentalità criminale che governa il comportamento delle forze di occupazione e dei loro coloni, e la portata del loro disprezzo per il sangue palestinese e il loro disprezzo per la vita del nostro popolo», ha dichiarato il gruppo in un comunicato, riportato da Al Jazeera.
Hamas ha chiesto alla comunità internazionale di esercitare immediatamente pressioni su Israele affinché «cessi i suoi crimini in corso» contro i palestinesi.





