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GUERRA IN UCRAINA

L'annuncio di Trump: «Tregua per il gelo, Putin ha accettato»

Trump annuncia una tregua di una settimana in Ucraina a causa dell'ondata di gelo, ma Mosca non conferma.
afp
Fonte Francesco Rodella, Ansa
L'annuncio di Trump: «Tregua per il gelo, Putin ha accettato»
Trump annuncia una tregua di una settimana in Ucraina a causa dell'ondata di gelo, ma Mosca non conferma.

WASHINGTON - Niente attacchi su Kiev e altre città "per una settimana", vista la crudele ondata di gelo preannunciata per i prossimi giorni in Ucraina, con minime che potrebbero toccare i 30 gradi sotto lo zero. Donald Trump fa sapere al mondo di aver ottenuto il "sì" di Vladimir Putin alla sua richiesta di uno stop di qualche giorno alle ostilità sul terreno. "Non hanno mai vissuto un freddo del genere", spiega il presidente americano dalla Casa Bianca, dettagliando di aver "personalmente chiesto" al capo del Cremlino questa tregua. "Lui ha accettato, e devo dirvi, è stato molto carino", aggiunge il tycoon.

L'annuncio di Trump non ha trovato nessuna conferma immediata da Mosca. "È una dichiarazione importante", è stata invece la prima reazione del leader ucraino, Volodymyr Zelensky, che su X ha ringraziato il presidente americano sottolineando che "l'approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita" e che "le misure di de-escalation contribuiscono a un reale progresso verso la fine della guerra". Un'eventuale pausa reale degli attacchi, in effetti, non potrebbe che far comodo agli ucraini: a maggior ragione visti i duri colpi inferti ultimamente dai russi al sistema energetico nazionale, denunciati di continuo da Zelensky, e visto che nel frattempo il generale inverno non solo non sta facendo sconti ma promette anche di sferzare la regione con temperature ancora più basse.

Il bollettino meteo per i prossimi giorni del resto fa battere i denti solo a guardarlo. Tra il 1° e il 3 febbraio si prevedono, in zone già martoriate dalla guerra come le regioni del Donetsk e del Kharkiv, minime che oscillano tra i 20 e i 27 gradi sotto zero. Una situazione ai limiti della sostenibilità, soprattutto nelle località in cui gli attacchi delle forze russe hanno portato a interruzioni dei servizi di riscaldamento e forniture elettriche in case, scuole e altri edifici pubblici. A partire dalla capitale Kiev stessa dove anche nelle ultime ore, secondo Zelensky, si registrava "la situazione più difficile", con disperati tentativi ripristinare le forniture basilari lì così come in altre zone.

Prima dell'ultimo annuncio di Trump, il presidente ucraino aveva anche avvertito i concittadini di ulteriori cattive notizie in arrivo. "I russi preparano un nuovo massiccio attacco", dichiarava, facendo riferimento ai rapporti di intelligence. Segnali da interpretare - è stato il succo del suo discorso - come un serio campanello d'allarme. "È necessario che l'America, l'Europa e tutti gli alleati ora capiscano come questo getterebbe discredito sui colloqui diplomatici" imbastiti negli ultimi giorni tra gli inviati di Kiev, Mosca e Washington, ammoniva Zelensky. Quasi in contemporanea, le forze russe colpivano di nuovo, con attacchi di droni in grado di uccidere almeno quattro persone nelle zone meridionali di Zaporizhzhia e Kryvyi Rih.

In parallelo, sono arrivate alcune novità sugli sviluppi delle attività diplomatiche in corso, rilanciate dai contatti trilaterali tra Russia, Usa e Ucraina dello scorso weekend ad Abu Dhabi. Il segretario di Stato americano, Marco Rubio, ha fatto sapere che al prossimo round di colloqui, previsti a stretto giro, la possibile partecipazione di Washington non sarà affidata in persona ai due principali inviati di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner. Mentre il Cremlino, tramite il portavoce Dmitrij Peskov, ha sottolineato di non aver ricevuto reazioni al nuovo invito recapitato a Zelensky per tenere negoziati a Mosca con Putin.

Proseguono infine, gli appelli di Kiev rivolti agli alleati europei per chiedere di mantenere il sostegno alla causa ucraina, con il ministro degli Esteri Andriy Sybiha pronunciatosi in questo senso con un video-intervento al Consiglio affari esteri di Bruxelles. Una risposta è arrivata con l'annuncio della decisione di inserire la Russia nella lista-nera antiriciclaggio dell'Ue. "Questo aumenterà i costi delle transazioni con le banche russe", ha spiegato l'alta rappresentante Kaja Kallas, aggiungendo che la mossa "aumenta la pressione" su Mosca.

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