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CINAShock Covid in Cina: dal satellite file ai crematori

10.01.23 - 20:50
Scoop del Washington Post che ha pubblicato le immagini scattate nel mese di dicembre su crematori e agenzie funebri di Pechino
Keystone (repertorio)
Fonte ats ans
Shock Covid in Cina: dal satellite file ai crematori
Scoop del Washington Post che ha pubblicato le immagini scattate nel mese di dicembre su crematori e agenzie funebri di Pechino

PECHINO - Le lunghe file riprese dalle immagini satellitari nelle principali città cinesi davanti ai crematori, operativi 24 ore su 24, rilanciano i forti dubbi sulla situazione reale dell'ondata di Covid in Cina e sull'attendibilità e l'adeguatezza dei dati forniti finora dalle autorità, questione più volte sollevata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Mentre Pechino risponde con le prime "contromisure" a carico dei Paesi che hanno adottato restrizioni sanitarie ai viaggiatori provenienti dalla Cina, bloccando l'emissione dei visti ai cittadini di Corea del Sud e Giappone per aver imposto l'obbligo del tampone negativo entro le 48 ore dall'imbarco, tra l'altro seguendo lo stesso protocollo osservato dal Dragone per gli ingressi dall'estero.

Lo scoop - Il Washington Post ha pubblicato le immagini scattate nel mese di dicembre su crematori e agenzie funebri di Pechino, Nanchino, Kunming, Chengdu, Tangshan e Huzhou, traendo le conclusione di un'attività abnorme, aumentata in modo esponenziale dall'inizio dell'ondata peggiore dalla crisi di Wuhan. Nel distretto di Tongzhou, alla periferia di Pechino, tra il 22 e il 24 dicembre il parcheggio del crematorio è stato ampliato fino ad ospitare un centinaio di auto.

Conferme dalla Cina - Stando ad un post comparso sul sito del Quotidiano della Gioventù di Pechino, poi subito cancellato, nella struttura si cremavano 150 cadaveri al giorno. Dall'inizio dell'ondata i decessi ufficiali sarebbero stati poche decine, ma l'ANSA nel giro di conoscenti ed amici ne ha potuti contare almeno 10 solo nella capitale cinese.

 Il paradosso è che i dati forniti dalle autorità provinciali, quelli più seguiti, non finiscono nei bollettini statistici nazionali, peraltro ridimensionati dopo il declassamento del Covid da 'malattia A' a 'malattia B'. Secondo le autorità di Pechino, molte città avrebbero superato il picco dei contagi, ma lo tsunami di casi gravi sarebbe ancora lontano dalla conclusione.

Morti sottostimate? - Province popolose come l'Henan e il Sichuan, rispettivamente con quasi 100 milioni e oltre 80 milioni di abitanti, hanno riferito tassi d'infezione tra l'80 e il 90% dei residenti, mentre a Shanghai il 70% dei 23 milioni di cittadini sarebbe stato già contagiato. Com'è possibile che il numero complessivo dei morti dal 2020 sia di circa 2.500?

«Le autorità di Pechino stanno sottostimando i numeri», è il mantra ripetuto da Mike Ryan, il capo delle emergenze all'Oms, mentre si moltiplicano gli allarmi sui social cinesi sui posti in ospedale e di terapia intensiva ormai saturi. L'epidemiologo Zhang Wenhong, tra le voci governative più autorevoli, ha avvertito che un altro picco di contagi è atteso ad aprile-maggio, e minaccia di colpire il 25-50% della popolazione cinese.

Diatriba Cina / Pfizer - Intanto, continua anche la diatriba tra la Cina e il colosso farmaceutico Usa Pfizer sull'antivirale Paxlovid che Pechino non ha incluso nel programma di assicurazione medica nazionale a causa del suo alto costo. Secondo il suo numero uno, Albert Bourla, Pfizer potrebbe cominciare a produrre il farmaco in Cina tramite un'azienda partner nei prossimi 3-4 mesi, anche se non sarà più disponibile tramite il servizio sanitario nazionale dal 31 marzo, ma solo privatamente.

In un editoriale il Global Times ha chiesto alla società di «cooperare con la Cina con più sincerità», difendendo la posizione di Pechino che - secondo il tabloid nazionalista del Quotidiano del Popolo - ha mostrato "flessibilità". Bourla, partecipando a una conferenza tenuta lunedì a San Francisco, aveva detto in modo netto che l'offerta della Cina sul prezzo era inferiore a quella che l'azienda accetta da "Paesi a reddito medio" e "non penso che la seconda economia del mondo debba pagare meno di El Salvador". Una sferzata decisamente indigesta per la leadership comunista.

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COMMENTI
 

vulpus 1 anno fa su tio
Ci hanno già messi nella m..una volta. Ora lo rifanno mandando all'estero i cittadini ammalati. Se l'occidente ha saputo dare una risposta valida al virus, la Cina ,oltre averlo prodottto , non ha saputo o voluto proteggersi.

Isone 1 anno fa su tio
Giusto ritorno di manovella, amplificato dai ripetuti lockdown che non hanno permesso di raggiungere un'immunità di gregge. E questi sono i risultati.

dan007 1 anno fa su tio
Sono degli animali

Rik830 1 anno fa su tio
Hanno fatto danni enormi alla popolazione mondiale con la prima pandemia e adesso a suon di bugie faranno scatenare la seconda …. Chi non ha ancora capito con chi abbaiamo a che fare e ora che si svegli !

Tracy 1 anno fa su tio
Non si può più credere a nessuno, guardate Rete4 di ieri, Fuori del Coro, le B.. le che raccontano sulla Cina e i vaccini

Viperus 1 anno fa su tio
Aghahahhahhaha…credete di terrorizzare ancora la gente con le vostre notizie fasulle?

Nina 1 anno fa su tio
Risposta a Viperus
non credi alle immagini dei satelliti ? 🤦‍♀️

Renaxferreira 1 anno fa su tio
Risposta a Nina
Nina, tu continua pure a credere, ma io degli americani non mi fido per niente!!

Nina 1 anno fa su tio
Risposta a Renaxferreira
@renax , la questione non é americani o cinesi , ma le PROVE della reale situazione in Cina ( immagini satellite , chats tra medici cinesi , foto ospedali strapieni cinesi... )

Nina 1 anno fa su tio
la Cina rifiuta l’uso di vaccini occidentali ( ARNm ) e terapie occidentali ( ak monoclonali antivirali ) , ma ora , somministra ai cinesi , Udca ( acido ursodesossicolico ) … è un vecchio farmaco utilizzato per curare una malattia del fegato , ed ora ( uno studio su Nature ) dimostra che Udca previene il contagio virale o dimuisce il decorso grave covid , ma Udca non é ancora stato testato sulle persone ( clinical trials )

Blackad 1 anno fa su tio
Risposta a Nina
La Cina ha inoltre dichiarato di aver avuto zero decessi per covid nel 2021.. qualsiasi cosa dicano di ufficiale è da prendere con le dovute cautele

Nina 1 anno fa su tio
Risposta a Blackad
👍👍

Nina 1 anno fa su tio
ecco perché la Comunità Internazionle , non ha fiducia nei dati dalla Cina 😒

Renaxferreira 1 anno fa su tio
Risposta a Nina
Si perchè dei dati americani dobbiamo fidarci ciecamente...🤦‍♂️🤮
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