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ITALIA
25.06.2020 - 11:150

Maxitruffa dei diamanti: arrestato un noto imprenditore milanese

Fra i danneggiati, lo ricordiamo, c'erano diversi vip tra i quali anche Vasco Rossi. Sequestrati 17 milioni di euro

MILANO - La Guardia di Finanza di Milano oggi ha arrestato un noto imprenditore nel settore finanziario per il riciclaggio dei risparmi investititi da migliaia di risparmiatori truffati. Sono inoltre stati sequestrati 17 milioni di euro. L'indagine è una tranche della nota inchiesta sulla truffa dei diamanti anche a danni di vip come Vasco Rossi.

Le attività della GdF sono state effettuate a Milano, Roma, Varese e nelle province di Lucca e Massa Carrara ed hanno portato al sequestro di «53 rapporti finanziari, 21 partecipazioni societarie, un immobile e un'autovettura».

L'operazione "Gold fish" è una tranche dell'indagine "Crazy Diamond", conclusa nel 2019 e che aveva consentito di accertare la «commissione di una truffa - spiega la GdF - per diverse centinaia di milioni di euro, ai danni di decine di migliaia di risparmiatori, da parte di società che, attraverso il sistema bancario, promuovevano e vendevano diamanti a prezzi notevolmente superiori rispetto all'effettivo valore».

Della maxi truffa, con profitti illeciti per quasi 500 milioni di euro, erano rimasti vittime anche vip come Vasco Rossi, Federica Panicucci e Simona Tagli.

L'indagine era stata chiusa a carico di 87 persone fisiche e 7 società, tra cui anche gli istituti di credito Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps, BancaAletti. In passato furono già sequestrati, anche alle banche, circa 700 milioni.

Approfondendo, poi, i flussi finanziari di una delle società le cui quote erano già state sottoposte a sequestro, i finanzieri hanno ricostruito «il complesso meccanismo di riciclaggio utilizzato per occultare una parte dei proventi della truffa, anche attraverso l'interposizione di numerose persone fisiche e giuridiche».

Le indagini hanno permesso di accertare che l'uomo finito in manette avrebbe «riciclato e reinvestito i propri guadagni illeciti in fondi gestiti da una società d'investimento lussemburghese» e finanziando «numerose imprese» a lui riconducibili, tutte attive nel centro-nord: «Un ristorante a Forte dei Marmi, una cava di marmo, una sartoria ed un concessionario di autovetture» a Carrara e due società di recupero crediti e intermediazione immobiliare con sede a Milano.

In particolare, Kamet Advisory e Grenade, altra società riferibile all'imprenditore, avrebbero ricevuto flussi di denaro provenienti dalle società di uno dei principali indagati nell'inchiesta sui diamanti, Maurizio Sacchi, amministratore di DPI spa (Diamond Private Investment) che è al centro della maxi truffa. Il denaro sarebbe partito da DPI e attraverso vorticosi giri societari sarebbe arrivato a Pesce, accusato di riciclaggio.

Lo scorso gennaio, la GdF aveva già eseguito un sequestro di quote societarie e attività finanziarie per un valore di 34 milioni di euro, nei confronti di una holding finanziaria, la Magifin, e della DPI.

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