La più grande mappa genetica del cervello svela nuovi indizi sull'invecchiamento

Analizzate 6,3 milioni di cellule: emergono meccanismi comuni a diverse patologie e tre fasi molecolari nel corso della vita.
NEW YORK - Nuovi indizi sui meccanismi alla base dell'invecchiamento e di malattie come Alzheimer, Parkinson e schizofrenia arrivano dalla più grande mappa genetica del cervello finora realizzata. La risorsa descrive l'espressione dei geni in 6,3 milioni di cellule provenienti da quasi 1'500 donatori, sani e malati.
Il risultato nasce da nove studi correlati, pubblicati su diverse riviste del gruppo «Nature» e guidati dalla Icahn School of Medicine at Mount Sinai di New York nell'ambito del consorzio statunitense PsychAd. Al centro dei lavori c'è un atlante dell'espressione genica nella corteccia prefrontale umana, regione coinvolta in funzioni cognitive come pianificazione, risoluzione dei problemi e pensiero astratto. I ricercatori hanno rilevato percorsi molecolari condivisi da diverse malattie, insieme a firme cellulari specifiche che potrebbero favorire lo sviluppo di terapie più mirate.
Un altro studio ha ricostruito i cambiamenti della corteccia prefrontale lungo l'intero arco della vita, dalla prima infanzia fino ai 97 anni. L'analisi di oltre 1,3 milioni di cellule di 284 donatori senza malattie neurologiche indica tre fasi molecolari: un rapido rimodellamento nelle prime fasi dello sviluppo, una relativa stabilità a partire da circa 24 anni e una nuova ondata di cambiamenti dopo i 60 anni.
Proprio dopo i 60 anni, secondo la ricerca, le cellule immunitarie cerebrali cominciano inoltre a seguire un ritmo legato allo stress cellulare e all'infiammazione, anziché all'orologio circadiano. Un terzo studio ha invece esaminato l'effetto del rischio genetico per i disturbi cerebrali su cellule specifiche in popolazioni diverse, individuando migliaia di associazioni finora sconosciute tra geni e caratteristiche delle malattie.
«Nessuno ha esaminato in modo sistematico, su questa scala, come i meccanismi molecolari si sovrappongano tra diversi disturbi cerebrali», afferma Panos Roussos, coordinatore delle ricerche e del consorzio PsychAd. Secondo Roussos, la ricostruzione dell'architettura genetica e cellulare delle diverse patologie apre la strada all'individuazione di nuovi bersagli terapeutici.



