In vigore la direttiva sui bagni separati per donne e trans

Il provvedimento viene contestato da alcuni gruppi e salutato con favore da altri
LONDRA - È da oggi in vigore nel Regno Unito la direttiva sulla tutela degli spazi pubblici intimi separati per le donne resa nota a giugno dopo la sentenza con cui l'anno scorso la Corte Suprema britannica aveva riconosciuto valore legale alla differenza biologica di genere sessuale.
Sono così stati accolti gli argomenti di alcune organizzazioni femministe e ambienti politici a scapito di quelli di quella parte del mondo Lgbtq+ favorevole a una sostanziale equiparazione con le trans.
La direttiva è stata fissata dall'Equality and Human Rights Commission (Ehrc), su richiesta del governo e in esecuzione di quella sentenza definitiva. Vale per l'Inghilterra, il Galles e la Scozia, a dispetto delle persistenti contestazioni sull'estensione dei suoi contenuti da parte di alcuni deputati e associazioni.
Vari attivisti impegnati per i diritti delle persone transgender la giudicano «inattuabile"»in concreto; mentre gruppi di sostegno alla differenza di genere la salutano come «un contributo alla chiarezza» atteso da tempo.
Il testo prevede l'introduzione di bagni, spogliatoi e altri luoghi privati aperti alle sole donne (non di genere neutro) in realtà quali caffè, club, palestre, centri sportivi e molti altri siti pubblici. Nonché la creazione garantita di centri anti-violenza e toilette pubbliche differenziate.



