Il vecchio continente nella morsa dell’afa

Temperature estreme in diversi Paesi, record sfiorati e misure d’emergenza. L’Oms: è una crisi sanitaria
ROMA - Mezza Europa è stretta nella morsa dell’afa, con temperature eccezionali e allerte diffuse. In Italia i bollini rossi continuano ad aumentare fino ai 17 previsti per giovedì, mentre a Firenze si attendono punte di 41 gradi. Ancora più alte le temperature registrate altrove: in Spagna si sono toccati i 45 gradi.
In Francia quella odierna è stata la giornata più calda mai registrata da quasi 80 anni, con una media di 29,8 gradi. Il caldo estremo ha avuto anche conseguenze drammatiche: in cinque giorni si contano 40 morti per annegamento, per lo più giovani che cercavano refrigerio in acque non sorvegliate. Circa 1800 scuole sono rimaste chiuse e il Paese ha attivato il piano sanitario “Orsan 2”, con 50 dipartimenti in allerta rossa a partire da domani.
Situazione critica anche in Germania, dove i 40 gradi previsti per venerdì potrebbero rappresentare un record per giugno, superando i 39,6 gradi registrati nel 2019. Nel Regno Unito si sfiorano i 40 gradi, avvicinandosi al primato di 40,3 del luglio 2022: previste chiusure parziali di circa 300 scuole e allerta rossa imminente. A Chepstow è stato chiuso per precauzione un ponte storico a causa di crepe attribuite al caldo.
In Spagna prosegue l’ondata anomala con il terzo giorno consecutivo di allerta: secondo l’Agenzia statale di meteorologia il picco è atteso nelle prossime ore, con minime notturne tropicali attorno ai 25 gradi e massime oltre i 45. Anche nei Paesi Bassi si adottano contromisure, con Amsterdam che sta creando una rete di zone refrigerate in città.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, le temperature estreme rappresentano un’emergenza sanitaria per l’Europa: negli ultimi quattro anni il caldo ha causato oltre 200mila decessi. L’ondata attuale conferma una tendenza preoccupante, con effetti diffusi sulla salute e sulle infrastrutture.




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