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Un manifestante anti-Brexit a Londra
REGNO UNITO
08.05.2021 - 11:550

Una trentina di "prigionieri" della Brexit

Cittadini europei trattenuti fino a sette giorni perché privi di permessi. Si tratta per lo più di giovani

LONDRA - Trattenuti fino a sette giorni nei centri per l'immigrazione prima di essere rimpatriati nei loro Paesi d'origine: è quanto è avvenuto finora nel Regno Unito ad almeno una trentina di cittadini europei, tra cui tedeschi, greci, italiani, rumeni e spagnoli, che dopo la Brexit avevano tentato di entrare nel Paese per lavoro senza avere il visto necessario o lo status di residenza previsto dallo "EU Settlement Scheme".

A fornire i numeri dei cittadini dell'Ue detenuti in questi centri dall'inizio dell'anno è il sito Politico.eu. Il ministero dell'Interno britannico non ha ancora rilasciato dati ufficiali.

La maggior parte dei casi, riferisce Politico citando anonime fonti diplomatiche di Paesi Ue, riguarda giovani, molti dei quali cercano di entrare nel Regno Unito per lavori poco qualificati e per brevi periodi di tempo. La durata della loro detenzione si spiegherebbe in parte con le restrizioni di viaggio imposte a causa della pandemia, che si traducono in meno voli disponibili per il rimpatrio.

Le ambasciate europee a Londra, sempre secondo il sito, offrono consulenza legale e stanno intervenendo per cercare di abbreviare il periodo di detenzione, sebbene non tutti i cittadini dell'Ue chiedano sostegno consolare.

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