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MONDO
08.07.2020 - 22:140
Aggiornamento : 23:43

Il coronavirus non frena nella penisola balcanica

L'aumento quotidiano dei nuovi contagi prosegue soprattutto in Romania e Serbia

Dopo quasi un mese a zero anche il Montenegro ha registrato 53 nuove infezioni da coronavirus.

BELGRADO - Nei Balcani prosegue la nuova fase al rialzo dei contagi da coronavirus, che induce i Paesi della regione a reintrodurre restrizioni abolite nelle scorse settimane.

In Serbia nelle ultime 24 ore i nuovi casi di covid-19 sono stati 357, portando il totale a 17.076, mentre altri 11 decessi hanno fatto salire a 341 il numero delle vittime. Aumenta costantemente anche il numero dei pazienti in terapia intensiva, che sono ad oggi 118. Domani l'unità di crisi a Belgrado deciderà sulle nuove misure restrittive per contenere i contagi, compreso l'eventuale ripristino del coprifuoco, rimasto in vigore per alcun settimane nel Paese durante la prima fase acuta dell'epidemia in primavera. Contro le prospettate nuove restrizioni a Belgrado la notte scorsa vi sono state proteste con scontri fra manifestanti e polizia.

In Macedonia del Nord i nuovi casi nelle 24 ore sono risultati 163, con otto decessi. I contagi sono stati finora 7.406, le vittime 359. Nel Paese si voterà il 15 luglio per le elezioni legislative, previste inizialmente il 12 aprile scorso e rinviate per l'emergenza sanitaria nella prima fase dell'epidemia.

Sono stati 53 i nuovi contagi in Croazia, per un totale di 3.325, mentre un altro decesso ha portato a 114 il numero dei morti dall'inizio dell'epidemia.

In Montenegro, che aveva già dichiarato conclusa l'epidemia dopo 28 giorni di zero contagi e zero decessi, si sono registrati altri 53 casi nelle 24 ore, con il totale salito a 636, con otto vittime. I media a Podgorica non escludono l'imposizione dello stato di emergenza e il rinvio delle elezioni parlamentari e locali in programma il 30 agosto.

Il paese della regione più duramente colpito dalla pandemia resta la Romania, dove si è registrato il numero record di 555 contagi nelle 24 ore, con il totale che ha superato quota 30 mila, mentre le vittime sono oltre 1.800. Le autorità moltiplicano gli appelli alla popolazione a rispettare le norme basilari di prevenzione - mascherina, distanziamento fisico, igiene con frequente e accurato lavaggio delle mani. I contagi sono in ripresa anche in Kosovo e in Bosnia-Erzegovina.

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