Le Alpi hanno un suono nuovo, LAC en plein air presenta “Föhn”

La rassegna gratuita animerà gli ultimi due fine settimana di agosto esplorando le mille sfaccettature della musica popolare e folcloristica.
LUGANO - Dal 21 al 30 agosto 2026 LAC en plein air amplia il proprio orizzonte con Föhn. I nuovi suoni delle Alpi, una rassegna nella rassegna curata dall’etnomusicologo Johannes Rühl. Cinque serate, quindici artisti e progetti svizzeri per esplorare il dialogo tra musica popolare, spazio alpino e dimensione transalpina, con uno sguardo alle forme più attuali della Neue Volksmusik.
Giunta alla nona edizione, la manifestazione si rinnova affiancando alla world music un percorso dedicato ai linguaggi contemporanei della tradizione alpina.
Una proposta inedita per il Ticino che mette in relazione radici e sperimentazione, tra strumenti tradizionali, elettronica e contaminazioni che spaziano dal jazz alla musica antica fino ai suoni minimalisti.
«Neue Volksmusik, folk contemporaneo o musica popolare contaminata: ciò che ascolterete, in realtà, non ha un nome», dichiara Johannes Rühl, «Negli ultimi anni, i suoni alpini hanno vissuto una rinascita inaspettata. Con spirito ludico, inventiva e apertura, i musicisti hanno sviluppato un nuovo linguaggio ispirato agli idiomi alpini, creando ponti sonori tra generi diversi, dal jazz alla musica antica, dai suoni minimalisti all’elettronica. Con Föhn. I nuovi suoni delle Alpi scoprirete una musica familiare e al tempo stesso inedita: se a nord sulle Alpi si addensano grandi nuvole, sotto il cielo stellato del sud soffia un vento caldo di favonio...».
Il programma si apre il 21 agosto con tre formazioni che hanno ridefinito il rapporto con la musica popolare che si incontrano in una serata dedicata al mantice e alle sue possibilità espressive: i Pflanzplätz rileggono la tradizione svizzera sullo Schwyzerörgeli, il Duo Bottasso intreccia radici alpine, improvvisazione ed elettronica, mentre Pirmin Huber Swiss Folk unisce forme popolari, groove jazzistici e scrittura originale.
Sabato 22 agosto, tre progetti al femminile attraversano tradizioni popolari e ricerca vocale: Sarah Buechi con Pink Mountain Sagas esplora un immaginario alpino tra folk, jazz e world music; Giua e Riccardo Tesi mettono in dialogo la canzone d’autore e la musica mediterranea; il trio Trëi indaga migrazione, femminilità e identità attraverso canti e tradizioni.
Föhn prosegue il fine settimana successivo. Venerdì 28 agosto, tre progetti delineano nuove prospettive sulla musica popolare contemporanea tra tradizione e sperimentazione: InterFolk mette in relazione repertori svizzeri e scrittura originale; Raissa Avilés e Sara Magon con Texturas intrecciano repertori latinoamericani e canzone italiana; Simone Felber – Premio svizzero di musica 2024 – con il suo gruppo Iheimisch affronta in Totätanz temi esistenziali nel linguaggio della Neue Volksmusik.
Sabato 29 agosto, tre progetti accomunati dalla ricerca sul suono tracciano un percorso tra tradizioni alpine e nuove forme espressive: Ensemble histoirefuture con Musica Transalpina rilegge gli scambi musicali attorno al 1600; Simon Heggendorn e Gilbert Paeffgen intrecciano violino e Hackbrett appenzellese; Mario Batkovic – Premio svizzero di musica 2023 – esplora la fisarmonica tra minimalismo e ambient, sperimentale e ipnotico. Domenica 30 agosto tre progetti legati alla memoria alpina chiudono il filone tra jodel, oralità e improvvisazione: Bernhard Betschart ed Echo vom Schattenhalb riportano al presente le sonorità del Muotatal; Vent Negru esplora le tradizioni delle Alpi meridionali; l’Aba Trio intreccia barocco, repertori alpini e improvvisazione.
Tutti i concerti sono a ingresso libero e gratuito, alle ore 21.00 nell’Agorà del LAC (in caso di maltempo nella Hall). Il programma completo è disponibile su www.laclugano.ch.




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