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Lugano

«I giovani devono poter uscire senza finire in ospedale»

L'UDC di Lugano chiede al Municipio un bilancio concreto sulle misure contro la violenza giovanile e propone nuove collaborazioni tra istituzioni.
«I giovani devono poter uscire senza finire in ospedale»
TiPress
Fonte red
«I giovani devono poter uscire senza finire in ospedale»
L'UDC di Lugano chiede al Municipio un bilancio concreto sulle misure contro la violenza giovanile e propone nuove collaborazioni tra istituzioni.

LUGANO - Capire le cause della violenza giovanile, valutare l'efficacia delle misure già adottate e rafforzare gli interventi di prevenzione. È quanto chiede l'UDC di Lugano con un'interrogazione al Municipio (primo firmatario Stefano Gambazzi).

A riportare il tema al centro dell'attenzione è la recente aggressione ai danni di un diciannovenne, finito in cure intense dopo essere stato aggredito all'uscita di un locale notturno.

Il documento richiama i numerosi atti parlamentari presentati negli ultimi anni sulla sicurezza in città, dal Parco Ciani alla pensilina, dalla Foce alle vie del centro. Interrogazioni e interpellanze alle quali il Municipio ha risposto illustrando diversi provvedimenti, tra cui il rafforzamento dei pattugliamenti e l'attività del gruppo interdivisionale sul disagio giovanile, operativo dalla fine del 2023.

«I giovani devono poter uscire senza rischiare di finire in ospedale»
Per i firmatari, quanto accaduto lo scorso fine settimana dimostra però che il problema resta aperto. «È un episodio che mostra quanto possano essere gravi le conseguenze di queste violenze e quanto sia urgente prevenirle. I giovani devono poter uscire e incontrarsi senza rischiare di finire in ospedale».

Il gruppo UDC vuole quindi sapere quali misure annunciate negli anni siano state effettivamente realizzate e, soprattutto, quali risultati abbiano prodotto. Chiede inoltre al Municipio di presentare l'evoluzione degli episodi di violenza giovanile dal 2022, distinguendo i casi per età delle persone coinvolte, tipologia, luogo e orario.

Ma l'obiettivo non è soltanto quantificare il fenomeno. I consiglieri comunali chiedono di approfondirne le cause, verificando il peso dei conflitti tra gruppi, del consumo di alcol e altre sostanze e delle difficoltà personali o familiari.

«La sola repressione non basta: servono ascolto, educazione e interventi sociali che aiutino a cambiare questi comportamenti, mantenendo chiara la responsabilità di chi commette violenze», sottolineano i firmatari.

Da dove arrivano i giovani coinvolti?
Un altro punto centrale dell'interrogazione riguarda la provenienza dei presunti autori delle aggressioni. L'UDC chiede di conoscere, attraverso dati aggregati e senza riferimenti a singole persone, quanti risiedano a Lugano, nel resto del Ticino, in altri Cantoni oppure all'estero.

Una questione già sollevata in un'interpellanza del 2025, sulla quale il gruppo domanda se siano stati effettuati ulteriori approfondimenti.

Secondo i firmatari, infatti, la presa a carico sociale ed educativa dei giovani provenienti da fuori città non può ricadere esclusivamente su Lugano. Da qui la richiesta di chiarire quali collaborazioni siano già attive, o possano essere sviluppate, con le autorità e i servizi degli altri Comuni, Cantoni o paesi interessati.

Particolare attenzione viene riservata anche ai giovani coinvolti ripetutamente in episodi violenti. L'interrogazione domanda se esista un sistema di intervento coordinato tra autorità e servizi competenti, quali percorsi educativi e sociali vengano proposti e come se ne valuti l'efficacia nel prevenire nuove aggressioni.

Prevenzione e nuove misure
L'UDC invita inoltre il Municipio a guardare alle esperienze di altre città svizzere ed europee. L'obiettivo è individuare progetti di prevenzione che abbiano dimostrato risultati positivi e valutare se possano essere applicati anche a Lugano.

In questo contesto, i firmatari chiedono se l'Esecutivo sia disposto a potenziare gli interventi sociali ed educativi esistenti oppure a sperimentarne di nuovi, precisando le risorse necessarie, quelle già disponibili e i possibili tempi di attuazione.

L'interrogazione torna anche sul tema della percezione della sicurezza. In particolare, domanda a che punto siano gli approfondimenti per un nuovo sondaggio con l'Università di Losanna, annunciati dal Municipio nella risposta del 16 ottobre 2026 a un precedente atto parlamentare, e se siano già disponibili i risultati della rilevazione avviata nel quartiere Maghetti.

Infine, il gruppo UDC propone di verificare concretamente gli effetti delle eventuali nuove iniziative: il Municipio viene invitato a esprimersi sulla possibilità di presentare al Consiglio comunale un bilancio dei risultati dopo il primo anno, utilizzando per quanto possibile i dati già raccolti dai servizi competenti.

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