Lugano Marittima, record di presenze ma... a chi appartiene la Foce del Cassarate?

L’evento estivo solleva interrogativi su equità, partecipazione e futuro della Foce del Cassarate come bene comune.
LUGANO - Lugano Marittima ha registrato quest’estate un’affluenza record, spingendo il Municipio a valutare di riproporre l’evento. Tuttavia, il successo numerico solleva interrogativi più ampi sul modello adottato e sulla funzione degli spazi pubblici affacciati sul lago, in particolare la Foce del Cassarate, uno dei pochi accessi diretti all’acqua per la cittadinanza.
Durante i mesi estivi, fanno notare in un’interrogazione Danilo Baratti, Marisa Mengotti, Luisa Orelli (per il gruppo Verdi e indipendenti), la possibilità di accedere liberamente al lago e trovare ristoro è fondamentale per la qualità della vita. La scelta di destinare per tre mesi una parte significativa della Foce a un’iniziativa commerciale come Lugano Marittima porrebbe dunque questioni di accessibilità e di gestione dello spazio pubblico. L’evento, precisano, regola l’accesso e incentiva la fruizione tramite il consumo, mentre le misure di sicurezza introdotte per gestire la grande affluenza hanno portato a ulteriori restrizioni.
Il consiglieri comunali chiedono dunque al Municipio di chiarire diversi aspetti: la superficie effettivamente occupata dall’evento e quella liberamente accessibile, l’impatto delle limitazioni sull’accesso pubblico, la valutazione delle misure di controllo e la possibilità di alternative meno restrittive. Si solleva inoltre il tema della programmazione culturale, giudicata poco inclusiva verso realtà associative e indipendenti, e si chiede se siano mai state considerate procedure più aperte, come bandi pubblici o concorsi di idee.
Vengono richiesti dati su costi e ricavi dell’iniziativa e sull’impatto dei prezzi praticati sull’accessibilità per tutte le fasce della popolazione. Infine, si invita il Municipio ad avviare una discussione pubblica sul futuro della Foce e, più in generale, a ripensare la strategia per gli spazi pubblici sul lago, con l’obiettivo di aumentare le aree liberamente fruibili, soprattutto in un contesto di cambiamenti climatici e temperature in aumento.



