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RSI e molestie sessuali: Più Donne chiede risposte concrete al Governo

Le parlamentari Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini tornano a sollecitare il Consiglio di Stato sulla trasparenza e sull’efficacia delle misure adottate per contrastare le molestie in RSI
RSI e molestie sessuali: Più Donne chiede risposte concrete al Governo
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RSI e molestie sessuali: Più Donne chiede risposte concrete al Governo
Le parlamentari Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini tornano a sollecitare il Consiglio di Stato sulla trasparenza e sull’efficacia delle misure adottate per contrastare le molestie in RSI

BELLINZONA - Non soddisfano le risposte che il Governo ha dato all'interrogazione del 10 agosto presentata da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini, per il gruppo Più Donne, in merito ai casi di molestie sessuali all'interno della RSI, tanto che le due parlamentari sono tornate sulla questione presentando un'interpellanza urgente sempre sullo stesso tema, chiedendo al Consiglio di stato di rispondere direttamente in aula a tutta una serie di questioni.

Il nodo dell'interpellanza presentata oggi è il seguente: «il Governo dice che le misure funzionano. Ma su quali basi?». Le due firmatarie fanno notare che il Consiglio di Stato sostiene che la RSI abbia adottato la «quasi totalità delle raccomandazioni degli esperti» formulate dopo il 2020 e che i sondaggi sul clima di lavoro mostrino un «progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione». Le deputate osservano però che non sono state indicate le raccomandazioni rimaste inevase e che non sono stati forniti dati che consentano al Parlamento di verificare il presunto aumento della fiducia.

Gli accertamenti interni sul nuovo caso risultano conclusi e il 16 luglio 2026 la RSI ha comunicato di aver raggiunto con il collaboratore interessato un accordo per lo scioglimento del rapporto di lavoro. Per Merlo e Mossi Nembrini, il fatto che le segnalazioni siano state raccolte e abbiano portato alla sospensione cautelare del collaboratore può dimostrare la capacità di reazione dei protocolli, ma non necessariamente l'efficacia della prevenzione. «La capacità di reagire a una segnalazione non equivale all'efficacia della prevenzione», sottolineano.

L'interpellanza solleva inoltre interrogativi sul ruolo della SSR.CORSI. Il Governo afferma di «seguire l'evoluzione della situazione e le linee d'intervento» attraverso i propri rappresentanti nell'organismo, pur precisando di non ricevere flussi informativi diretti o rapporti interni della RSI. Le deputate chiedono quindi quali informazioni concrete siano state acquisite dal 2020 e su quali basi il Consiglio di Stato ritenga di poter valutare positivamente l'efficacia delle misure.

Un altro punto riguarda la richiesta di una verifica indipendente. Il Governo aveva dichiarato di non ritenere necessario attivarsi presso gli organi competenti della SSR e della SSR.CORSI. Le firmatarie chiedono di spiegare le ragioni di questa scelta e se il Consiglio di Stato sia disposto a rivederla alla luce del nuovo caso.

Di seguito le domande contenute nella nuova interpellanza firmata da Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini
1. Su quali elementi oggettivi il Consiglio di Stato afferma che le misure introdotte dalla RSI dopo il 2020 sono efficaci?
In particolare, come può il Governo sostenere che vi sia stato un «progressivo consolidamento della fiducia negli strumenti di protezione» se non fornisce alcun dato, né relativo alla RSI né relativo agli indicatori specificamente concernenti molestie, sicurezza sul posto di lavoro e fiducia nei meccanismi di segnalazione?
2. Quali raccomandazioni formulate dopo le verifiche del 2020 non sono ancora state integralmente attuate?
Il Governo parla di «quasi totalità delle raccomandazioni»: il Parlamento ha diritto di sapere quali siano quelle rimaste inevase e per quale motivo. Se nessuna di quelle non attuate è più ritenuta necessaria, il Governo lo dica esplicitamente. Se invece sono ancora pertinenti, perché non sono state completate?
3. Se il Governo dichiara di «seguire l'evoluzione della situazione» attraverso i propri rappresentanti nella SSR.CORSI, quali informazioni concrete ha ricevuto dal 2020 a oggi sul funzionamento delle misure di prevenzione e tutela della RSI?
E, soprattutto, sulla base di quali informazioni il Governo ritiene oggi di poter rassicurare il Parlamento sull'efficacia di tali misure?
4. Per quale ragione il Consiglio di Stato rifiuta di utilizzare il proprio canale istituzionale presso la SSR.CORSI per sollecitare una verifica indipendente dell'efficacia delle misure adottate dopo il 2020?
Alla luce del nuovo caso e delle lacune informative evidenziate nella stessa risposta governativa, il Consiglio di Stato è disposto a rivedere questa posizione?

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