Giovani, lavoro e assistenza sociale: prospettive e strumenti

Un'interrogazione è stata inoltrata al Municipio di Locarno da un gruppo trasversale di consiglieri comunali
LOCARNO - A Locarno torna al centro del dibattito politico l’aumento delle richieste di assistenza sociale, in particolare tra i giovani. Un gruppo trasversale di consiglieri comunali - Francesco Albi (Sinistra unita), Rosanna Camponovo (Sinistra unita), Lorenza Bardelli (Sinistra unita), Nadia Mondini (sinistra unita), Stelio Mondini (Sinistra unita), Valeria Camponovo (Lega dei ticinesi), Simone Merlini (PLRT) e Risto Dacev (PLRT) - ha presentato un’interrogazione al Municipio per chiarire le prospettive di reinserimento lavorativo e gli strumenti disponibili per favorire l’indipendenza economica.
Nel 2025 le nuove domande accolte sono cresciute rispetto agli anni precedenti, mentre le uscite dal sistema restano inferiori agli ingressi. Una quota significativa dei beneficiari è composta da minorenni e under 25 e oltre un terzo percepisce aiuti da più di cinque anni, segno di difficoltà nel raggiungere un’autonomia stabile.
I firmatari chiedono se le misure attuali siano sufficienti o se vi sia margine per iniziative comunali complementari. Tra le ipotesi, il rafforzamento della collaborazione tra Ufficio sociale e Ufficio del promovimento economico e l’analisi di esperienze come quella del Comune di Tresa, orientata all’inserimento professionale.
L’interrogazione sollecita inoltre contatti con aziende ed enti di formazione, possibili incentivi all’assunzione, sistemi di monitoraggio degli esiti occupazionali e una strategia condivisa con il Cantone per prevenire dipendenze di lunga durata.
«Investire nell’occupazione dei giovani rappresenta una scelta di responsabilità finanziaria e di coesione sociale», sottolineano i consiglieri.



