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Un aiuto a un settore in difficoltà

L’agricoltura ticinese affronta conseguenze sempre più gravi legate a eventi climatici estremi e alla gestione dell’emergenza idrica.
Un aiuto a un settore in difficoltà
TiPress
Fonte RED
Un aiuto a un settore in difficoltà
L’agricoltura ticinese affronta conseguenze sempre più gravi legate a eventi climatici estremi e alla gestione dell’emergenza idrica.

BELLINZONA - La persistente siccità che interessa diverse regioni della Svizzera, tra cui il Ticino, sta mettendo a dura prova numerose aziende agricole annuali e d’estivazione. A ciò si aggiungono eventi meteorologici estremi, come ad esempio la violenta grandinata che lo scorso 9 giugno ha interessato il Mendrisiotto, provocando danni soprattutto ai vigneti ma anche ad altre colture, o la devastante alluvione che a giugno 2024 ha colpito duramente la Vallemaggia. Non si tratta più di episodi isolati, bensì di eventi che richiedono risposte tempestive durante le situazioni d'emergenza, ma anche e soprattutto una visione di lungo periodo, basata sulla prevenzione e sulla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti.  

A questo proposito, il Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE), Christian Vitta, osserva che «gli eventi che si stanno verificando rappresentano una sfida sempre più concreta per l'agricoltura ticinese, che rimane un settore importante per l’economia cantonale. L'esperienza maturata negli anni conferma quanto siano fondamentali la rapidità di intervento, il coordinamento tra tutti gli enti coinvolti e la vicinanza concreta agli agricoltori e alle aziende colpite».

È proprio in questo contesto che si muove la Sezione dell’agricoltura, come afferma il suo Capo Sezione Daniele Fumagalli: «Il nostro compito è quello di restare accanto agli agricoltori, sia nel momento in cui si verifica una calamità naturale grazie a misure urgenti, sia attraverso la consulenza e la concessione di contributi per effettuare gli investimenti nelle migliorie strutturali. Ciò permette alle aziende agricole di affrontare il futuro con prontezza e di continuare a contribuire alla sicurezza alimentare grazie a una produzione agroalimentare di qualità».

Anche per il settore agricolo l'alluvione che nel giugno del 2024 ha colpito la Vallemaggia è stato uno degli eventi più gravi degli ultimi decenni. Ventiquattro aziende agricole hanno subito danni, tre delle quali sono state distrutte. Da subito la Sezione dell'agricoltura ha garantito una presenza costante sul territorio, accompagnando gli agricoltori nella gestione dell'emergenza e fungendo da punto di riferimento per le procedure amministrative, per la valutazione dei danni e per il coordinamento con gli altri servizi cantonali e le autorità coinvolte.  

Nelle settimane e nei mesi successivi sono stati avviati numerosi interventi di ripristino dei terreni agricoli e delle opere del genio rurale. Per sostenerli, il Consiglio di Stato ha proposto un credito di circa 3 milioni di franchi, successivamente approvato dal Gran Consiglio. Il Presidente dell’Unione Contadini Ticinesi (UCT), Omar Pedrini, sottolinea come la collaborazione tra i diversi attori coinvolti sia stata fondamentale. «L'esperienza maturata in quell'occasione rappresenta oggi un importante patrimonio di competenze e collaborazioni virtuose, specialmente coinvolgendo le associazioni di categoria che nell’immediato possono entrare in contatto con gli interessati; ciò consente di affrontare con maggiore efficacia anche le ulteriori emergenze climatiche, a sostegno degli agricoltori».  

Un altro ambito in cui la Sezione dell’agricoltura è intervenuta è quello della siccità, ottenendo dall’Ufficio federale dell’agricoltura (UFAG), per le aziende agricole annuali e d’estivazione, la possibilità di invocare la clausola della forza maggiore per garantire agli agricoltori il pagamento dei contributi pagamenti diretti. Ciò permette di evitare che gli agricoltori siano penalizzati da circostanze indipendenti dalla loro volontà. Inoltre, anche se, grazie al ripristino dei terreni agricoli, le perdite di pagamenti diretti si stanno riducendo sempre più, anche per il 2025 il Cantone ha garantito quanto la Confederazione non ha più versato successivamente al primo anno. Per il Presidente della Società ticinese di economia alpestre (STEA) Alex Farinelli «si tratta di misure importanti, che rappresentano una concreta forma di tutela del reddito agricolo e alpestre anche nelle situazioni più difficili».

La gestione delle emergenze è soltanto uno degli strumenti a disposizione del Cantone. Altrettanto importante è la prevenzione. È infatti sempre più necessario investire in varietà, metodi produttivi e opere che consentano alle aziende agricole di adattarsi ai cambiamenti climatici. Grazie ai contributi per provvedimenti di migliorie strutturali, possono essere realizzati investimenti strategici che permettono di affrontare con maggiore efficacia anche i periodi di siccità sempre più frequenti, migliorando l'efficienza nell'utilizzo della risorsa idrica e rafforzando la resilienza delle aziende agricole. Tra questi figurano la costruzione di bacini e sistemi di raccolta dell'acqua negli alpeggi, il potenziamento degli impianti di abbeverata del bestiame, la realizzazione di serbatoi e condotte, così come nuovi impianti di irrigazione o il potenziamento di quelli esistenti presso le aziende agricole di pianura.  

Per seguire costantemente l'evoluzione della situazione idrica e coordinare le misure necessarie a tutela della popolazione, dell'agricoltura e dell'ambiente, anche quest’anno è stato riattivato il Gruppo di monitoraggio della siccità. Quest’ultimo, che riunisce rappresentanti dei competenti servizi cantonali e comunali, permette di monitorare la situazione, valutare gli scenari evolutivi e predisporre le misure più adeguate. A questo proposito, il Capo della Sezione del militare e della protezione della popolazione, Ryan Pedevilla, precisa che “tra le misure messe in campo, oltre al coordinamento degli approvvigionamenti e alla possibilità di autorizzare prelievi straordinari di acqua per l'irrigazione, figura anche la possibilità di disporre del materiale messo a disposizione dalla Protezione civile a sostegno delle aziende agricole maggiormente confrontate con la scarsità d'acqua.  

«La situazione di siccità che stiamo vivendo richiede attenzione, senso di responsabilità e collaborazione da parte di tutti. Monitoriamo costantemente l'evoluzione delle risorse idriche e lavoriamo a stretto contatto con i gestori degli acquedotti per garantire la sicurezza dell'approvvigionamento in acqua potabile», assicura il Capo dell’Ufficio della protezione delle acque e dell'approvvigionamento idrico, Mauro Veronesi.  

Accanto agli alpeggi, il Mendrisiotto è uno dei territori maggiormente confrontati con gli effetti combinati della siccità e degli eventi temporaleschi estremi. Dopo la grandinata del 9 giugno, la Sezione dell'agricoltura ha continuato a seguire da vicino la situazione delle aziende colpite, mantenendo un dialogo costante con le associazioni agricole e mettendo a disposizione della Federazione dei viticoltori della Svizzera Italiana (Federviti) un contributo urgente destinato all’attuazione delle misure necessarie per contenere i danni non assicurabili causati alla produzione agricola cantonale da calamità naturali. Il Presidente di Federviti, Davide Cadenazzi, sottolinea il valore di questa collaborazione. «Vicinanza, ascolto, collaborazione e tempestività nel fornire sostegno agli agricoltori colpiti rappresentano un segnale concreto di attenzione nei confronti del settore vitivinicolo e testimoniano l'importanza di fare squadra per affrontare le conseguenze di eventi climatici sempre più estremi».

Sul fronte della siccità, anche il municipale di Novazzano, nonché Presidente dell’Associazione Orticoltori Ticinesi ORTI, Andrea Zanini, precisa come «con ORTI, Federviti, la Società Agricola del Mendrisiotto e l’Azienda agraria cantonale di Mezzana si sta lavorato con i Comuni e il Cantone per individuare e mettere in atto soluzioni praticabili sul piano dell'approvvigionamento idrico, come ad esempio la riattivazione dei pozzi di Mendrisio e Pedrinate, ai quali si era già fatto capo nel 2022».

Con il Comune di Mendrisio è infatti stato riattivato il pozzo di captazione in zona San Martino, un’importante risorsa per garantire acqua destinata all'irrigazione agricola. Anche la Divisione dell’economia, per il tramite della Sezione del lavoro, ha collaborato con Caritas Ticino nella messa a disposizione di un collaboratore addetto al pozzo. «La riattivazione del pozzo di captazione è un intervento concreto che il Comune di Mendrisio ha sostenuto senza esitazione e con convinzione in collaborazione con il Cantone e le associazioni agricole per garantire acqua all'agricoltura di tutta la regione in un momento di particolare difficoltà» esordisce il Sindaco di Mendrisio, Samuele Cavadini. Parallelamente proseguono i lavori per il nuovo acquedotto, alimentato dal lago, di Riva San Vitale, la cui entrata in funzione, prevista dal prossimo anno, rappresenterà un rafforzamento significativo della sicurezza dell'approvvigionamento idrico dell'intera regione, con ricadute positive anche per il settore agricolo.  

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