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Dopo gli smartphone i social: «Un rischio! Non prima dei 16 anni»

Giorgio Fonio chiama il Consiglio federale a valutare nuove misure per proteggere i giovani dai rischi psichici e sociali legati all’uso intensivo delle piattaforme digitali.
Deposit/TiPress
Dopo gli smartphone i social: «Un rischio! Non prima dei 16 anni»
Giorgio Fonio chiama il Consiglio federale a valutare nuove misure per proteggere i giovani dai rischi psichici e sociali legati all’uso intensivo delle piattaforme digitali.

LUGANO/BERNA - Non solo smartphone, ma anche social media. L'obiettivo è sempre il medesimo: limitarne l'uso per preservare la salute fisica e mentale dei giovani. Giorgio Fonio - a meno di tre mesi dalla mozione sui telefonini - torna all'attacco, portando la questione sul tavolo del Consiglio federale.

«I social media - sottolinea -, sebbene nati con lo scopo di connettere persone e condividere contenuti e interessi comuni, sono divenuti piattaforme complesse basate su algoritmi progettati per massimizzare l’attenzione e la durata d’uso, favorendo dinamiche di utilizzo intensivo e potenzialmente dipendente». «Tale meccanismo - prosegue - è particolarmente critico per i giovani, poiché l’adolescenza rappresenta una fase di sviluppo caratterizzata da una maggiore sensibilità agli stimoli sociali e da una limitata capacità di autoregolazione».

Sull'uso di questi strumenti i dati sono chiari: in Svizzera, il 91% dei giovani utilizza i social quotidianamente, mentre lo smartphone viene in media usato per 3,25 ore al giorno. «Elevato è inoltre il numero di giovani che riporta esperienze quali tentativi di adescamento e cyberbullismo», fa notare il consigliere nazionale. «Parallelamente - aggiunge -, la ricerca scientifica internazionale mostra correlazioni tra l’uso intensivo dei social media e diversi indicatori di disagio psichico e sociale, tra cui ansia, depressione, disturbi del sonno, difficoltà di autostima e problematiche legate all’immagine corporea».

Fonio ricorda quindi come il dibattito sull’introduzione di limiti d’età si stia gradualmente intensificando: «In Australia è stato introdotto un limite di 16 anni accompagnato da obblighi per le piattaforme digitali, mentre in Francia sono state avviate misure legislative analoghe. In Svizzera, il postulato 24.4592 incarica il Consiglio federale di esaminare possibili misure di protezione dei minorenni rispetto all’uso nocivo dei social media».

Questi, dunque, i presupposti sui quali si basano le seguenti domande poste dal ticinese al Consiglio federale:

    • Ritiene che l’attuale quadro normativo svizzero garantisca una protezione sufficiente dei minorenni rispetto ai rischi associati all’uso dei social? Sulla base di quali elementi?
    • Condivide il principio secondo cui, in presenza di rischi per lo sviluppo psicofisico dei minorenni, lo Stato possa e debba introdurre limitazioni proporzionate all’accesso a determinati servizi digitali?
    • Come valuta l’introduzione di un limite d’età di 16 anni per l’accesso ai social media e ritiene che un modello analogo meriti di essere preso in considerazione anche in Svizzera?
    • Ritiene che le piattaforme digitali debbano assumersi una responsabilità maggiore nella protezione dei minorenni, in particolare per quanto riguarda la verifica dell’età degli utenti?
    • Ritiene che la sola prevenzione e sensibilizzazione siano sufficienti oppure considera necessario intervenire anche sul piano normativo?






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