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Videosorveglianza pubblica: dal primo luglio in vigore la nuova legge

La nuova disposizione disciplina la materia entro limiti chiari e ben definiti, attribuendo alle diverse modalità di videosorveglianza ambiti di applicazione specifici.
TiPress
Fonte RED
Videosorveglianza pubblica: dal primo luglio in vigore la nuova legge
La nuova disposizione disciplina la materia entro limiti chiari e ben definiti, attribuendo alle diverse modalità di videosorveglianza ambiti di applicazione specifici.

BELLINZONA - Il Consiglio di Stato ha stabilito che il 1° luglio entrerà in vigore la legge cantonale sulla videosorveglianza pubblica (LViSo), che disciplina l’impiego della videosorveglianza sul demanio pubblico e sui beni amministrativi al fine di garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e la gestione della logistica.

L’Incaricato cantonale della protezione dei dati mette a disposizione un modello di normativa, cui i soggetti sottoposti alla legge possono fare riferimento per l’elaborazione delle rispettive disposizioni materiali di esecuzione.

Limiti chiari e definiti - La nuova legge sulla videosorveglianza pubblica – adottata dal Gran Consiglio il 12 giugno 2025 – disciplina la materia entro limiti chiari e ben definiti, attribuendo alle diverse modalità di videosorveglianza ambiti di applicazione specifici.

In particolare, non è ammesso l’impiego di sistemi invasivi – ossia con monitoraggio a schermo in tempo reale – sul demanio pubblico; quest’ultimo resta pertanto assoggettato unicamente a forme di videosorveglianza di carattere dissuasivo.

Sicurezza e ordine pubblico - Pur mantenendo un certo grado di flessibilità e adattabilità in funzione dell’evoluzione delle contingenze di sicurezza e di ordine pubblico (approccio territoriale a lungo termine), essa si distingue dalla videosorveglianza prevista dalla legge sulla polizia, caratterizzata invece da una maggiore invasività, flessibilità e adattabilità (approccio situazionale a breve termine).  

La legge cantonale si applicherà alle corporazioni di diritto pubblico (in particolare, Cantone, Comuni, Patriziati, corporazioni di diritto pubblico delle Chiese riconosciute) e agli enti e alle istituzioni parastatali cantonali e comunali e ai privati che assumono compiti di diritto pubblico.  

Una certa autonomia legislativa - I soggetti sottoposti alla nuova legge dovranno garantire la riconoscibilità dei propri sistemi di videosorveglianza e attenersi ai principi generali del diritto, quali la proporzionalità e la finalità.  

Con la nuova legge il Cantone garantisce una certa autonomia legislativa e attuativa ai titolari della videosorveglianza su aspetti quali lo scopo e le modalità di sorveglianza, la tipologia di strumenti di videosorveglianza da utilizzare, il mandato di esecuzione della videosorveglianza, i diritti di accesso alle registrazioni, la durata di conservazione delle immagini e i luoghi soggetti a videosorveglianza.  

L’Incaricato cantonale della protezione dei dati mette a disposizione, sulla propria pagina web, un modello di normativa al quale i titolari di sistemi di videosorveglianza possono fare riferimento per la definizione delle disposizioni materiali di esecuzione della legge.

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