Pornografia infantile: doppia condanna

Un 51enne e un 55enne sono finiti in tribunale giovedì, entrambi erano rei confessi
MENDRISIO - Due uomini ticinesi sono stati condannati ieri dalla Corte delle assise correzionali per detenzione e diffusione di materiale pornografico vietato, pornografia infantile e rappresentazioni di violenza. Entrambi hanno ricevuto 18 mesi di carcere con sospensione condizionale per tre anni. Oltre alla pena detentiva sospesa, la Corte presieduta da Monica Sartori-Lombardi ha imposto l’interdizione a vita da qualsiasi attività, professionale o extraprofessionale, che implichi la presenza di minorenni, oltre all’obbligo di proseguire percorsi di riabilitazione psichiatrica e rispettare specifiche norme di condotta.
Il primo caso riguarda un 51enne di Monteceneri, scoperto grazie a un’irruzione della polizia nel settembre 2024, avvenuta inizialmente per motivi legati a controlli sulla droga. Gli agenti, insospettiti dall’odore di marijuana proveniente dall’abitazione, hanno rinvenuto ben cinque bambole gonfiabili con sembianze di bambini. Nel computer dell'uomo sono poi emersi 150mila tra immagini e video di pornografia infantile, molte delle quali scaricate da reti peer-to-peer nell’arco di 15 anni, assieme a materiale con bambini ritratti nudi in pose allusive.
L'uomo, reo confesso, è stato giudicato con rito abbreviato. Già da alcuni anni l’uomo segue una terapia farmacologica e incontri psichiatrici, come ha raccontato in aula: «Sto facendo astinenza sia dalle droghe che dalla pornografia e non ho più pulsione. Mi pento di quanto ho fatto, è inaccettabile». Ha inoltre riferito di aver rinunciato ad avere un computer e, tra le cause del suo comportamento, ha citato molti anni di depressione e un’infanzia difficile.
L’altro imputato, un 55enne del Mendrisiotto, è finito sotto processo dopo che il procuratore pubblico Simone Barca ha accertato in suo possesso circa 50mila file proibiti. Tra questi, 600 raffiguravano atti sessuali con animali e 17 rappresentavano episodi di cruda violenza verso esseri umani. Anche in questo caso, l’uomo - reo confesso - ha ricevuto una condanna di 18 mesi con la condizionale, più il divieto di svolgere attività che lo mettano a frequente contatto con minorenni e l’obbligo di continuare l’assistenza riabilitativa con presa a carico psichiatrica.



