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LOCARNO

Il pitone scomparso, le minacce social e poi il silenzio. L'etologo: «Ecco dove cercarlo»

L'annuncio della fuga del rettile è stato rimosso dal web tra insulti, minacce e presunte richieste di denaro. E nessuno vuole più parlarne. Noi lo facciamo con l'esperto, Nash Pettinaroli.
Il pitone scomparso, le minacce social e poi il silenzio. L'etologo: «Ecco dove cercarlo»
Ti-press/Deposit/NP
Il pitone scomparso, le minacce social e poi il silenzio. L'etologo: «Ecco dove cercarlo»
L'annuncio della fuga del rettile è stato rimosso dal web tra insulti, minacce e presunte richieste di denaro. E nessuno vuole più parlarne. Noi lo facciamo con l'esperto, Nash Pettinaroli.

LOCARNO - Un annuncio di sparizione e poi il silenzio: quello del pitone scomparso a Locarno è un doppio mistero. Il primo è quello legato alla presunta fuga dalla teca di casa del rettile, notizia circolata sulle pagine social dedicate agli animali scomparsi negli scorsi giorni. Da quanto si poteva leggere online fino a martedì, «dal 14 agosto a Locarno in Via Romerio, un Pitone Reale Ancestrale è fuggito dalla sua teca e non si trova». Lungo "solo" circa 80/90 centimetri», il rettile - va precisato - non è velenoso e ha generalmente un carattere docile.

Cerchiamo di saperne di più e contattiamo il numero telefonico del proprietario del pitone, che compare sull’annuncio. E qui ci imbattiamo nel secondo grosso punto di domanda: il telefono suona a vuoto per l'intera giornata come per quella successiva. Perché? Non demordiamo e scopriamo il motivo di tanto silenzio. «La scomparsa c'è - ci conferma una fonte ben informata, che ha avuto modo di comunicare direttamente con il proprietario dell'animale - ma la persona non può più rispondere, perché ha ricevuto minacce su minacce e persino richieste di pagamento da chi dice di avere il pitone nel proprio giardino».

Commenti e insulti che, nel migliore dei casi, criticano la scelta di chi tiene in cattività un serpente e che hanno portato alla rimozione del post: «Per evitare problemi più pesanti». Contattiamo così la polizia ma nulla fino a qui è stato a loro segnalato.

Dunque, dove può essere finito? Lo chiediamo a Nash Pettinaroli, etologo e presidente dell'associazione AnimaLife Ticino.
«È già capitato che un pitone venisse trovato dentro o dietro un armadio, avvolto a spirale su se stesso. Se invece è uscito, cercherei dove c'è vegetazione, non in un prato aperto. Si nasconde spesso nelle tane abbandonate di altri animali e soprattutto cerca l'acqua. Può nascondersi sotto cumuli di foglie, rocce o tronchi. In città sotto i pavimenti, nelle tubature, nei tombini, nelle canalizzazioni e nei canali di scolo. Non fanno chilometri».

Può essere pericoloso per i piccoli animali?
«Prima di tutto, bisogna capire quando ha mangiato. Un pitone affamato sarà più pericoloso perché ha fame, mentre un pitone che ha appena mangiato solitamente non fa niente di male. È importante chiarire che non è aggressività: è semplicemente la ricerca di cibo. La pericolosità è nella stretta, non nel morso. Il pitone uccide per stritolamento: si avvolge attorno alla preda, stringe e poi la inghiotte intera».

Quali potrebbero essere le sue prede in Ticino?
«Topi e animali di quella taglia. Anche gattini, certo. Va però considerato che un pitone tenuto in una teca potrebbe non essere abituato a cacciare. L'istinto della fame e della caccia ce l'ha, ma non so quanto sia in grado di procurarsi il cibo andandolo a cercare: potrebbe dovergli capitare. È chiaro che più è piccola la preda, più è facile che possa farle male».

Ci sono momenti della giornata nei quali è più facile che si muova?
«Di giorno restano immobili e diventano attivi di sera e di notte».

Ma è consentito detenere animali esotici?
«In Svizzera è ammesso ed è regolamentato da apposite leggi. C'è una lista degli animali consentiti e ci sono le norme alle quali bisogna ottemperare per poterli avere. Le info si trovano sul sito dell'Ufficio del veterinario cantonale nella sezione "Tenuta privata di animali selvatici"».

Più in generale, cosa bisogna fare quando ci si trova davanti a un serpente?
«Dipende dal serpente ma se non sai che tipo di serpente è, non lo conosci e hai paura, bisogna andarsene. Mai dargli fastidio. Un serpente non attacca perché ti vede: può reagire se lo spaventi o lo calpesti. Sui sentieri di montagna, soprattutto quando sono pieni di rovi e poco visibili, è utile battere davanti a sé con un bastone, perché con le vibrazioni i serpenti scappano».

Come si può identificare un serpente?
«C'è il sito Serpenti del Ticino che gestisce Grégoire Meier, autore di "Alla scoperta dei rettili del Ticino", è un esperto. Hanno anche un gruppo Facebook, dove si può mandare una fotografia per farsi aiutare nell'identificazione. È un servizio gratuito che molte persone utilizzano. In alternativa si può contattare un'associazione».

L'episodio di Locarno ha scatenato reazioni molto forti.
«C'è un odio sui social che trovo molto preoccupante. Le persone, anziché informarsi, condividere gli appelli o rispettare le persone e situazioni delle quali magari non conoscono tutti i dettagli, arrivano a esprimere un odio terribile. Parlo di minacce, anche di morte, minacce di andare a prendere le persone e della voglia di farsi giustizia da soli».

È un fenomeno che hai sperimentato?
«Sì. Come AnimaLife Ticino, da circa un anno, per alcuni post chiudiamo preventivamente i commenti perché sappiamo già che arriveranno insulti. Ci sono persone che hanno dovuto lasciare i social perché hanno ricevuto messaggi come "ti vengo a prendere". E con i social è anche facile rintracciare le persone e sapere dove si trovano».

Perché un caso come quello del pitone genera tanta tensione?
«Certa gente si immagina il pitone in giro a cercare bambini da uccidere. Ma probabilmente il pitone è rintanato da qualche parte. Bisogna distinguere, negli animali, tra aggressività e caccia. Quando un animale caccia perché ha fame non significa necessariamente che sia aggressivo».

Al di là delle norme, ritieni giusto tenere un animale esotico o selvatico in casa?
«A livello etico ti dico di no. Gli animali nati in natura devono restare in natura. Non è una critica alla singola persona, ma oggettivamente non posso dire che tenere un pitone in una teca sia una bella cosa. Vale anche per altri animali esotici o selvatici, lasciamoli dove sono: perché dobbiamo importarli e rinchiuderli in una gabbia?».

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