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Così entrano nelle nostre case

Oggi in Ticino i furti si fanno in bande organizzate, tra gruppi di rom provenienti dal Nord Italia e cittadini sudamericani. Ma c'è stata anche una coppia di ladri, stile Bonnie e Clyde.
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Fonte Polizia cantonale ticinese
Così entrano nelle nostre case
Oggi in Ticino i furti si fanno in bande organizzate, tra gruppi di rom provenienti dal Nord Italia e cittadini sudamericani. Ma c'è stata anche una coppia di ladri, stile Bonnie e Clyde.

BELLINZONA - Furti in diminuzione, nel 2025, in Ticino. I casi rilevati dalla Polizia cantonale sono infatti stati 5'250, in calo del 5,9% rispetto al 2024. Ma le modalità con le quali vengono messi a segno si fanno sempre più articolate e allarmanti.

Fermati in 30, minorenni compresi - La Polizia indica infatti che, in questo contesto, è stata svolta un'importante inchiesta relativa a una serie di furti in abitazioni di medio-alto standing collegati a gruppi provenienti da comunità rom del Nord Italia. «L’indagine ha portato all’identificazione o al fermo di 30 persone, tra cui alcuni minorenni. Gli autori e le autrici prendevano di mira le abitazioni accedendovi forzando porte o portefinestre per sottrarre quasi esclusivamente denaro e gioielli. Sono oltre 80 i furti accertati, per un danno stimato vicino al milione di franchi».

Un autonoleggio complice - Nel corso dell’inchiesta, viene specificato, è stato inoltre possibile identificare un autonoleggio del luganese che forniva i veicoli utilizzati per gli spostamenti, alterando o modificando i contratti di noleggio per rendere irrintracciabili i detentori.

Un'altra inchiesta ha invece coinvolto bande organizzate di cittadini sudamericani, prevalentemente cileni, giunti in Ticino a bordo di veicoli a noleggio e responsabili di numerosi furti in immobili di lusso, spesso con sottrazione o forzatura di cassaforti.

Tra i casi più rilevanti figura poi l’arresto di un 25enne residente in Spagna, coinvolto in furti per alcune centinaia di migliaia di franchi.

Bonnie e Clyde dall'Ucraina - Inoltre nei primi mesi dell’anno, le ricostruzioni successive a un furto con scasso in una villa di Lugano, con un bottino di decine di migliaia di franchi, hanno portato all’arresto di una 27enne cittadina ucraina ed emesso un mandato di cattura per il marito. La coppia, già attiva in diversi Paesi, individuava gli obiettivi tramite Internet e social media, privilegiando abitazioni di connazionali o persone di origine russa».

Intanto continua la crescita dei furti di e-bike, che nel 2025 hanno raggiunto quota 609, segnando un aumento del 39%.

Auto rubata? No, tutta una messinscena - Parallelamente, sono state condotte indagini su presunti furti d’auto che, in diversi casi, hanno dimostrato come i proprietari ne avessero in realtà organizzato la sparizione, generalmente oltre confine. Il valore complessivo delle vetture coinvolte ammonta a diverse centinaia di migliaia di franchi.

Meno telefonate shock - D'altra parte, nel corso dell'anno si è registrata una marcata riduzione delle cosiddette “telefonate shock” (una modalità di truffa che fa leva su falsi poliziotti, falsi medici o, nei casi più classici, su falsi nipoti). Il risultato è frutto del complesso e articolato lavoro investigativo svolto negli anni scorsi, che ha portato a numerosi arresti anche all’estero. Nonostante il miglioramento del quadro generale, sono stati comunque segnalati diversi tentativi. Solo in pochi casi la truffa è andata a segno e con danni limitati. A fine estate, la segnalazione tempestiva di una tassista ha permesso l’arresto di una cittadina polacca residente in Polonia, sospettata di aver tentato di truffare un’anziana.

Banconote false - Le operazioni di cambio fraudolente (rip deal) sono invece rimaste sostanzialmente stabili. Nel mese di settembre tre cittadini stranieri, residenti in provincia di Milano, sono stati arrestati mentre si apprestavano a lasciare il territorio svizzero a bordo di un veicolo con targhe italiane già oggetto di una segnalazione. Le perquisizioni hanno permesso di rinvenire diversi orologi di alta gamma provenienti da una truffa avvenuta poche ore prima. La vittima era stata contattata nell’ambito di una presunta compravendita di beni di lusso, conclusasi con la consegna di denaro: gran parte delle banconote si sono poi rivelate riproduzioni facsimile.

Carte di credito clonate - Sono stati inoltre registrati ulteriori casi di skimming riconducibili a cittadini cinesi, legati ad acquisti effettuati con carte di credito clonate. Gli autori si recavano in centri commerciali acquistando vari oggetti, tra cui carte regalo, pagandoli con carte registrate su telefono cellulare. Uno degli autori ha ammesso di essere giunto in Svizzera con il solo scopo di acquistare carte regalo per conto di un intermediario, ricevendo in cambio un compenso. Durante le operazioni veniva assistito telefonicamente dall’intermediario, che forniva le credenziali di carte di credito VISA risultate clonate.

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