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LUGANO

Reati violenti in città: il primato è svizzero

Dal 2023 sono 249 gli imputati identificati a Lugano. Quasi uno su cinque risulta recidivo. Il Municipio: «Controlli rafforzati, ma non si possono garantire agenti a ogni angolo della città»
Reati violenti in città: il primato è svizzero
Ti-Press
Reati violenti in città: il primato è svizzero
Dal 2023 sono 249 gli imputati identificati a Lugano. Quasi uno su cinque risulta recidivo. Il Municipio: «Controlli rafforzati, ma non si possono garantire agenti a ogni angolo della città»

LUGANO - Una su tre delle persone identificate dalla Polizia a Lugano per reati violenti commessi dal 2023 è cittadina svizzera. È quanto emerge dai dati forniti dalla Polizia cantonale nella risposta del Municipio a un'interrogazione presentata dalla consigliera comunale leghista Lucia Minotti dopo l'aggressione notturna ai danni di tre ragazze di 17 anni.

Tre ragazze aggredite in pieno centro
L'episodio, lo ricordiamo, risale a fine agosto. È avvenuto in via Franscini, davanti alla Raiffeisen, e si è concluso con l'intervento della polizia e il fermo dell'aggressore. Le giovani partecipavano alla festa di compleanno di un'amica quando sono state fermate da due sconosciuti, uno dei quali di nazionalità spagnola.

Stando al racconto delle vittime, gli uomini avrebbero insistito per accompagnare le ragazze, proponendo loro di seguirli anche in albergo, secondo quanto raccontato dalle vittime. Di fronte al rifiuto delle giovani, la situazione sarebbe degenerata rapidamente: uno dei due, il più aggressivo, avrebbe iniziato a colpirle con pugni e sberle, gettandole più volte a terra.

Municipio Lugano

I dati: 249 imputati, di cui 87 svizzeri
Nel periodo considerato risultano 249 imputati per reati violenti commessi entro i confini amministrativi della Città. Di questi, 87 sono cittadini svizzeri, pari al 34,9% del totale. Seguono gli italiani: 65 persone, pari al 26,1%. Per le altre nazionalità i numeri sono decisamente più contenuti: si contano cinque persone per ognuna delle nazionalità marocchina, serba e tunisina e quattro per ognuna di quelle afghana, portoghese e somala. La statistica comprende omicidi, lesioni gravi, risse, aggressioni e violenze carnali. Le persone conteggiate sono state identificate dalla Polizia in relazione a questi episodi, ma non sono necessariamente state condannate in via definitiva. Chi è imputato per più reati, inoltre, viene conteggiato una sola volta.

Quasi il 19% è recidivo
Il Municipio fornisce anche i dati sulla recidiva. Tra i 249 imputati, 47 risultano aver commesso più reati della stessa fattispecie, pari al 18,9% del totale. Anche tra loro il gruppo più numeroso è quello dei cittadini svizzeri: sono 20, contro gli 11 italiani. La statistica sui recidivi tiene conto dei precedenti registrati nel periodo 2018-2026. Proprio la sicurezza notturna era al centro dell'interrogazione di Minotti, sottoscritta anche da altri consiglieri comunali. Nella sua risposta, il Municipio non ravvisa la necessità di nuovi strumenti giuridici e giudica adeguati quelli già a disposizione delle autorità.

Municipio Lugano

Il Municipio: «Strumenti adeguati»
Secondo l'Esecutivo, «l'attuale quadro giuridico mette a disposizione della Polizia strumenti sufficienti per intervenire in situazioni di questo tipo». Il Municipio ricorda inoltre che, se ne ricorrono i presupposti, la Polizia cantonale può procedere all'arresto provvisorio sulla base dell'articolo 217 del Codice di procedura penale. Le successive decisioni sulla libertà della persona e sulle eventuali misure coercitive spettano invece alle autorità penali competenti.

Controlli rafforzati, ma non si possono garantire agenti a ogni angolo della città
Per quanto riguarda i controlli sul territorio, la Città assicura di aver già rafforzato la presenza della Polizia nelle ore notturne, soprattutto durante i fine settimana e nelle zone maggiormente frequentate dai giovani. Un'attività che comprende controlli, identificazioni e interventi tempestivi in presenza di comportamenti a rischio. Il Municipio ricorda tuttavia che «le risorse della Polizia Città di Lugano non sono illimitate» e che anche il sostegno della Polizia cantonale deve fare i conti con le esigenze di sicurezza dell'intero Cantone. Non è quindi possibile garantire una presenza massiccia di agenti in ogni angolo della città.

«La risposta richiede approcci coordinati»
«Prevedere o impedire ogni tipo di evento appare irrealistico», scrive ancora l'Esecutivo, precisando che nel caso specifico dell'aggressione alle tre ragazze le persone coinvolte erano «due persone provenienti dall'estero di passaggio a Lugano». Alla sorveglianza si affianca la prevenzione sociale, su cui punta il Municipio. «La risposta a fenomeni di questo tipo richiede un approccio coordinato», si legge nel documento. In quest'ottica, gli interventi di presidio e controllo devono essere accompagnati da misure sociali, educative e di prossimità.

Gli esempi
Tra gli strumenti già attivi figurano i centri giovanili di Breganzona e Viganello, gli operatori sociali presenti nei luoghi di aggregazione e lo Sportello Prossimità, aperto nel febbraio 2026. A questi si aggiunge lo stand Via Vai, dedicato alla prevenzione delle dipendenze e dei comportamenti di consumo. L'obiettivo è «proseguire e consolidare questo approccio», rafforzando sia le opportunità di socializzazione per i giovani sia la capacità dei servizi di intercettare tempestivamente le situazioni di fragilità.

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