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Piano regolatore, la variante divide: «Troppo restrittiva» o «non abbastanza»

Le consultazioni sulla variante del Piano regolatore mettono in luce interessi contrapposti tra residenti, proprietari e associazioni.
Piano regolatore, la variante divide: «Troppo restrittiva» o «non abbastanza»
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Piano regolatore, la variante divide: «Troppo restrittiva» o «non abbastanza»
Le consultazioni sulla variante del Piano regolatore mettono in luce interessi contrapposti tra residenti, proprietari e associazioni.

STABIO - Riduzioni eccessive delle possibilità edificatorie per alcuni, misure ancora insufficienti per altri. La consultazione sulla variante di Piano regolatore relativa ad alcuni comparti residenziali ha fatto emergere posizioni contrapposte. A fare il punto è il Municipio, che informa anche sui ricorsi pendenti contro la zona di pianificazione istituita in alcuni comparti della zona lavorativa.

La variante riguarda l'adeguamento dei parametri edificatori e la regolamentazione dei piani di quartiere. Proprietari, cittadini, un gruppo politico e due associazioni attive nell'ambito del territorio e del paesaggio hanno presentato le proprie osservazioni.

Una parte dei partecipanti ritiene che la riduzione degli indici edificatori e l'aumento della superficie verde minima limitino eccessivamente il futuro utilizzo dei fondi. Fra le questioni sollevate figurano la proporzionalità delle misure, la tutela della proprietà privata e della capacità edificatoria residua, la parità di trattamento, ma anche le conseguenze per gli edifici esistenti e le proprietà per piani e l'impatto economico sui proprietari. Secondo queste osservazioni, gli obiettivi potrebbero essere raggiunti con interventi meno incisivi.

Di segno opposto le posizioni di chi considera le misure insufficienti di fronte al sovradimensionamento delle zone edificabili residenziali. Vengono chiesti approfondimenti su eventuali dezonamenti mirati e sui terreni ancora inedificati, oltre a una maggiore tutela delle aree libere e del paesaggio. Tra gli argomenti citati figurano anche il numero di abitazioni vuote, gli appartamenti in costruzione e l'andamento sostanzialmente stabile della popolazione. È stata proposta inoltre l'estensione delle misure di salvaguardia all'intera zona residenziale.

Sul fronte della zona lavorativa, diversi ricorsi sono invece pendenti davanti al Tribunale cantonale amministrativo contro la zona di pianificazione decisa dal Municipio; un ulteriore ricorso è già stato dichiarato irricevibile. I ricorrenti contestano, fra l'altro, necessità e proporzionalità della misura, delimitazione dei comparti ed effetti sulle possibilità edificatorie e sulle attività economiche.

Il Municipio replica che si tratta di una misura temporanea e conservativa, destinata a evitare interventi che possano compromettere gli approfondimenti in corso. Non anticiperebbe quindi l'esito della futura pianificazione né comporterebbe automaticamente il dezonamento dei fondi interessati. Sarà il Tribunale cantonale amministrativo a pronunciarsi sui ricorsi.

Le osservazioni emerse dalla consultazione saranno ora esaminate nell'elaborazione della variante, coordinandone l'iter con l'approvazione cantonale dell'adeguamento del Piano regolatore alla Legge sullo sviluppo territoriale. Anche contro la relativa decisione del Consiglio comunale, segnala il Municipio, è stato inoltrato un ricorso al Consiglio di Stato.

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