«Arrivano in 200, anche dal deserto del Sahara». Siamo entrati nel BaseCamp del Film Festival

Un luogo dove artisti, registi, ricercatori e giovani talenti provenienti da tutto il mondo si incontrano per dare vita a nuove idee e collaborazioni.
Un luogo dove artisti, registi, ricercatori e giovani talenti provenienti da tutto il mondo si incontrano per dare vita a nuove idee e collaborazioni.
LOCARNO - C'è chi arriva dalla Siberia, chi dal Burkina Faso, chi dalla Repubblica Dominicana e chi dal deserto del Sahara. In totale sono 200 giovani provenienti da tutto il mondo, riuniti per dieci giorni al Castello Visconteo e al Museo Casorella. È il BaseCamp del Locarno Film Festival, un progetto che quest'anno cambia casa e continua a crescere, trasformandosi in un luogo di incontro dove cinema, arte e cultura si intrecciano.
Un progetto che cambia ogni anno
«È difficile definire il BaseCamp perché è un progetto in continua evoluzione», racconta la curatrice Justine Knuchel. Nato sette anni fa, il progetto è passato dalla caserma di Losone all'Istituto Sant'Eugenio, fino ad arrivare quest'anno nel cuore di Locarno. «Ci piace pensare che troverà la sua forma definitiva solo al decimo anno. Preferiamo farlo crescere come un giardino, piuttosto che costruirlo seguendo un'architettura rigida».
Locarno Film FestivalSerata di inaugurazione BaseCamp 2026Non solo registi
I 200 partecipanti hanno tra i 20 e i 30 anni, ma non sono soltanto registi o studenti di cinema. Tra loro ci sono anche scienziati, psichiatri, ricercatori e professionisti provenienti da discipline molto diverse. «Il cinema è un modo per osservare il mondo e discuterne. Per questo cerchiamo persone con esperienze differenti, capaci di portare punti di vista nuovi».
Una giornata senza programmi rigidi
Le giornate scorrono senza un'agenda obbligatoria. I partecipanti possono assistere alle proiezioni del Festival, prendere parte a workshop e masterclass oppure semplicemente incontrarsi, confrontarsi e vivere gli spazi del Castello. «Vogliamo offrire un luogo dove le relazioni possano nascere spontaneamente», spiega Knuchel.
Locarno Film FestivalSerata di inaugurazione BaseCamp 2026Dietro le quinte
Per far arrivare a Locarno 200 giovani da tutto il mondo serve un lavoro che dura mesi. Il team si occupa delle candidature, ma anche di questioni molto più complesse, come l'ottenimento dei visti per persone provenienti da Paesi con forti limitazioni politiche o da aree poco rappresentate. «A volte ci confrontiamo con situazioni davvero complicate, ma l'obiettivo è rendere il Festival accessibile anche a chi altrimenti non potrebbe viverlo».
Il dialogo tra cinema e arte
Accanto al cinema c'è anche l'arte contemporanea. A curare questa parte è Athina Sanvido, che ha ideato un percorso tra il Museo Casorella e il Castello Visconteo. «L'idea è creare uno spazio di incontro e di scambio. Le opere non sono qualcosa di separato, ma dialogano continuamente con il BaseCamp e con le persone che lo vivono».
Opere che nascono durante il Festival
Molte installazioni vengono realizzate appositamente per questa edizione, altre si trasformano nel corso dei dieci giorni grazie al contributo degli stessi partecipanti. Workshop e performance permettono ai BaseCampers di collaborare direttamente con gli artisti, rendendo il processo creativo parte integrante dell'esperienza.
Locarno Film FestivalSerata di inaugurazione BaseCamp 2026Dal Castello al Museo
Il percorso espositivo si sviluppa in due luoghi distinti. Al Museo Casorella trova spazio una mostra aperta al pubblico, mentre il Castello Visconteo ospita installazioni pensate appositamente per dialogare con gli ambienti storici, senza modificarli. «Abbiamo lavorato con gli artisti affinché le opere rispettassero il luogo e ne valorizzassero i dettagli».
Un drink, un concerto o una mostra
Il BaseCamp non è riservato ai soli partecipanti. Ogni giorno il pubblico può visitare gratuitamente le esposizioni, mentre la sera il cortile del Castello si anima con performance, concerti, DJ set, workshop, un bar e punti ristoro. «Anche chi vuole semplicemente bere un drink e fare due chiacchiere è il benvenuto», conclude Sanvido.








