«Non c’è assolutamente nessun errore sistemico»

Dal direttore della Divisione delle contribuzioni la precisazione: «Il problema delle informazioni dei vecchi frontalieri riguarda solo casi isolati. E non è colpa nostra».
BELLINZONA - «Non c’è assolutamente nessun errore sistemico». Giordano Macchi, direttore della Divisione delle contribuzioni del DFE, ridimensiona così il caso dei dati fiscali dei vecchi frontalieri finiti arrivati all'Agenzia delle entrate. «Quello che vediamo - spiega - non è un problema generalizzato, ma si riferisce a poche situazioni limitate e spiegabili».
Di questa trasmissione di dati - ricordiamo - si è riportato dopo che diversi lavoratori, soprattutto comaschi e varesotti, hanno trovato nella dichiarazione precompilata dei redditi 2026 il reddito da lavoro dipendente percepito nel 2025, le imposte alla fonte pagate in Svizzera e i dati identificativi del datore di lavoro.
Il punto di partenza, fa notare Macchi, è l’accordo tra Italia e Svizzera sui lavoratori frontalieri. «Un accordo molto chiaro: per i nuovi frontalieri vanno trasmessi dati dettagliati, mentre per i vecchi frontalieri è previsto il divieto esplicito di invio di dati. Questa distinzione è netta», sottolinea.
Secondo il direttore della Divisione delle contribuzioni, dunque, i dati trasmessi a fine marzo riguardano esclusivamente i nuovi frontalieri. «Abbiamo mandato solo e soltanto quelli. Il sistema informatico, che ovviamente prevede le due categorie, ci impedisce di comunicare quelli dei vecchi».
Da dove nasce allora il problema segnalato da alcuni lavoratori? «Le possibilità sono sostanzialmente due», chiarisce. La prima riguarda errori di caricamento da parte dei datori di lavoro: «Può succedere che una persona cambi impiego e venga inserita come nuovo frontaliere invece che come vecchio. Il sistema si basa sulle comunicazioni del datore di lavoro e non verifica automaticamente la storia individuale».
La seconda riguarda situazioni controverse o contestate: «Ci sono casi in cui una persona si considera “vecchio frontaliere”, ma gli elementi a disposizione non lo confermano. In questi casi viene classificata come nuova».
Numeri comunque contenuti, ci tiene a precisare Macchi: «Parliamo forse di qualche centinaio di casi su circa 70mila frontalieri. Non certo di un fenomeno esteso».
Per questo, conclude, parlare di errore sistemico è fuorviante: «Parlare di “grave errore sistemico” è... un grave errore».



