«Parco di Villa Argentina, quo vadis?»

Consiglieri comunali sollevano dubbi sulla gestione, trasparenza e futuro del parco fra interrogativi sulle procedure e polemiche sugli eventi pubblici.
MENDRISIO - Il futuro del Parco di Villa Argentina, bene culturale di interesse cantonale e federale, torna al centro del dibattito politico a Mendrisio. Un gruppo trasversale di consiglieri comunali ha presentato un’interrogazione al Municipio sollevando interrogativi sulla gestione, la pianificazione e l’utilizzo dell’area.
Nel testo si ricorda come il parco e la villa siano stati oggetto, negli anni, di un’importante mobilitazione civica. In particolare, il comitato parco di Villa Argentina, costituito nel gennaio 2009, ha contribuito a «salvaguardare questo monumento architettonico, paesaggistico e naturalistico nella sua integrità», impedendo un’operazione immobiliare sulla parte collinare e favorendo la ricomposizione della proprietà Bernasconi, oltre a chiarire l’obbligo di applicazione della Legge sulla protezione dei beni culturali.
L’interrogazione prende spunto anche dal documento “Nuovo Parco di Villa Argentina - Rapporto tecnico finale” della SUPSI e dalle recenti risposte del Municipio ad atti parlamentari sul tema. In particolare, viene citato il passaggio in cui l’esecutivo spiega che «lo studio conoscitivo è stato consegnato una prima volta al Municipio a febbraio 2024 tuttavia esso ha richiesto una revisione su indicazioni dell’Ufficio dei beni culturali (UBC)», con approvazione definitiva avvenuta il 6 agosto 2025. Solo dopo questo passaggio è stato possibile avviare l’iter per il Masterplan, affidato tramite mandato diretto a un’architetta paesaggista.
Proprio questa scelta procedurale è uno dei punti critici sollevati dai firmatari, che si chiedono perché, per un bene protetto, non sia stato indetto un concorso pubblico, a differenza di altri progetti previsti nella stessa area, come la futura casa anziani o interventi legati ad altri comparti.
Tra i temi affrontati anche il contenuto e i costi dello studio conoscitivo, le competenze dei professionisti coinvolti e il ritardo nel riconoscimento ufficiale da parte dell’Ufficio dei beni culturali. I consiglieri chiedono chiarimenti sulle differenze tra la prima versione del documento e quella approvata, nonché sul percorso che ha portato alla validazione solo nel 2025.
L’interrogazione richiama inoltre un passaggio del rapporto SUPSI secondo cui «in relazione al futuro, l’Accademia potrebbe avere necessità, tra 10-15 anni, di nuovi spazi per le proprie attività didattiche e quindi pensare alla realizzazione di un nuovo stabile», chiedendo se vi siano già stati contatti o sviluppi concreti su questo fronte.
Spazio anche alle polemiche sull’utilizzo del parco per grandi eventi. Viene citato il concerto del 16 maggio scorso, organizzato dalla Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio, che ha attirato oltre 5’000 persone. Secondo quanto riportato in una comunicazione successiva all’evento, «forse un simile successo non se lo aspettavano neppure gli organizzatori […] una serata che, chissà mai, potrebbe aprire le porte ad altre manifestazioni di ampio richiamo».
I firmatari chiedono al Municipio se un evento di tali dimensioni sia compatibile con il valore storico e culturale del luogo, sollevando interrogativi anche su sicurezza, responsabilità giuridiche e costi sostenuti dal Comune. Viene inoltre domandato se, dopo eventuali investimenti significativi per il restauro del parco, si intenda continuare a ospitare manifestazioni analoghe.
Infine, l’interrogazione include la richiesta di documentazione relativa a una risoluzione municipale e a un preavviso dell’Ufficio dei beni culturali riguardanti la concessione di una licenza edilizia per la realizzazione di un orto condiviso da parte dell’Università della Svizzera italiana.
L’atto è firmato da Tiziano Fontana (Lista civica), Antonia Bremer Bernasconi (Lista civica), Giampaolo Baragiola (L’Alternativa), Monika Fischer Kiskanc (L’Alternativa), Nadir Sutter (indipendente, gruppo Lega dei Ticinesi e Indipendenti) e Paolo Hägler (Avanti con Ticino & Lavoro).



