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15.06.2020 - 20:150

I casinò attendono gli italiani. E non licenziano

Il lockdown ha generato perdite importanti per le case da gioco ticinesi. Ma il personale non sarà colpito

Intanto tutto è stato predisposto per accogliere i visitatori in sicurezza: tra divisori di plexiglas e mascherine e disinfettanti omaggio

LUGANO - Da sabato 6 giugno, anche la ruota dei casinò ticinesi ha ricominciato a girare. Tre, praticamente, i mesi di stop forzato che le case della dea bendata hanno dovuto affrontare a causa del coronavirus. Ora tutto è pronto ad accogliere i clienti che, tuttavia, per il momento latitano. Specie nelle strutture prossime al confine.

Admiral in sofferenza - «A Mendrisio, dove la clientela proveniente dall’Italia rappresenta la componente principale dei visitatori, la chiusura delle frontiere ha pesato in maniera importante», spiega Luca Antonini, direttore amministrativo dell’Admiral. Leggermente differente la situazione al Casinò di Locarno, dove i clienti provenienti dall’Italia sono in minoranza rispetto alla clientela locale. «Le limitazioni d’accesso alla Svizzera hanno pesato di meno, pur privando comunque la casa da gioco di una “fetta” importante del proprio pubblico», aggiunge sempre Antonini (le due case da gioco fanno capo allo stesso azionista di riferimento).

Anche Lugano aspetta gli italiani - A soffrire la mancanza del visitatore proveniente dall’Italia è pure il Casinò di Lugano, fiducioso in un ritorno in massa in questi giorni: «I giocatori provenienti da oltreconfine determinano all’incirca il 60% degli introiti - ammette la CEO Emanuela Ventrici -. Logicamente per una casa da gioco come la nostra la chiusura dei confini è una grave penalizzazione. Ma contiamo sull’effetto positivo della riapertura delle frontiere. Siamo fiduciosi sul fatto che con il ritorno della clientela italiana si possano ottenere nuovamente performance paragonabili a quelle dei primi due mesi del 2020».

Conservati tutti i posti di lavoro - Nel frattempo, tutte e tre le strutture ticinesi sembrano aver assorbito bene il colpo, grazie anche alla possibilità di ricorrere al lavoro ridotto. A Locarno e Mendrisio, «la gran parte del personale è rimasta a casa durante il lockdown, mentre un gruppo ristretto di personale chiave ha svolto le mansioni essenziali». In entrambe le strutture però, grazie proprio all’indennità per lavoro ridotto ha permesso di «non dover ricorrere ad oggi a misure di riduzione del personale», precisa Antonini.

Rassicurazioni riguardo la conservazione dei posti di lavoro, arrivano anche dal Casinò di Lugano: «Grazie a una gestione virtuosa del periodo di crisi e gli accantonamenti dei primi due mesi dell’anno, siamo riusciti ad assicurare a tutti i nostri collaboratori il 100% del loro salario mensile. E continueremo a farlo anche nei prossimi mesi in cui prevediamo una fisiologica contrazione del giocato - spiega Ventrici -. Potremo contare sul “lavoro ridotto” fino al prossimo 31 agosto e riteniamo che possa essere uno strumento sufficiente per superare questo periodo critico. La nostra situazione florida grazie all’andamento della casa da gioco e alla gestione finanziaria degli ultimi anni ci permette non solo di evitare tagli e licenziamenti, ma anche di assicurare un congruo dividendo al Comune che proporremo nell’assemblea del prossimo 16 giugno».

Senza gioco... si perde - Se prevedere con precisione le perdite, è difficile, qualche conto in tasca le case da gioco se lo sono fatto.  «I tempi non sono ancora maturi, ma è già ora chiaro che saranno notevoli - ammettono dalle strutture di Mendrisio e Locarno -. Dopo tutto siamo rimasti fermi per quasi tre mesi». Un recupero, per il momento, «non è immaginabile». E lo stesso anche per ciò che riguarda Lugano, da dove si attendono perdite «attorno al 50% del prodotto lordo giochi dello scorso anno».

Non si gioca con la salute - Intanto tutto è pronto per usufruire dei casinò in sicurezza, grazie a un piano di protezione ad hoc per ogni struttura. Chi vi accederà, insomma, troverà protezioni in plexiglas alla reception e in cassa, oppure fra le singole slot. Poi segnaletica orizzontale al suolo. A Mendrisio vi sarà l’obbligo di indossare la mascherina nell’area dei tavoli da gioco. «In tale area, altrimenti, sarebbe pressoché impossibile rispettare le distanze sociali». Proprio per quest’ultima ragione, presso il Casinò di Locarno si è addirittura deciso – almeno per ora – di rinunciare completamente a offrire i giochi da tavolo. «La clientela ha tuttavia a disposizione un’ampia scelta di giochi automatizzati, fra cui anche i giochi da tavolo più amati, come la Roulette».

A Lugano sono stati predisposti bullet point e segnaletica verticale e vengono regalate mascherine e guanti protettivi all’ingresso. «Mettiamo a disposizione ovunque gel igienizzanti e all’Infopoint vengono distribuiti anche i tubetti personali - spiegano -. Come recita il nostro claim abbiamo deciso di “giocare a tutto, ma non con la salute”».

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