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01.09.2016 - 16:230
Aggiornamento : 21:19

Passatori del cuore: «Intento onorevole alla luce delle tradizioni svizzere»

Padre Guido Rivoir fu giudicato e assolto nel 1974 per aver aiutato l’entrata illegale in Svizzera di profughi cileni

LUGANO - Il caso di Lisa Bosia Mirra, fermata oggi col sospetto di aver aiutato quattro minorenni a entrare illegalmente in territorio svizzero, non è una novità. Negli anni 70, il pastore valdese Guido Rivoir, denunciato dal Ministero Pubblico della Confederazione,  fu in seguito processato, assieme ad altre persone, per aver più volte fatto entrare illegalmente in Svizzera dei cittadini stranieri. In quel caso si trattava di cileni in fuga dal neonato regime dittatoriale di Pinochet.

La via diplomatica - Il primo tentativo di portare dei fuggiaschi in Svizzera fu attraverso la via diplomatica. Ma il Consiglio federale, con la famosa "Sonderaktion", azione eccezionale, accolse solamente 200 persone. Guido Rivoir, pur continuando a fare pressioni sul Governo, non accettò la chiusura e iniziò, con il suo programma "Azione posti liberi", a seguire la via clandestina.

«Accolti da una piccola folla» - «Immediatamente decidemmo, con alcuni basilesi e ginevrini, di organizzare tre vie per potere – eventualmente – fare entrare clandestinamente i richiedenti di asilo in Isvizzera», racconta lo stesso Rivoir nel suo libro “Le memorie di un valdese”. Dove narra anche il primo viaggio: «La sera tardi arrivai a Lugano con i cinque profughi, accolto da una piccola folla. Era una prima vittoria ma la battaglia si annunciava difficile».

Il processo - Battaglia decisamente difficile, perché il Consiglio federale non accettò la disobbedienza di Rivoir, sostenuta invece in Ticino dove, oltre a grandi parti della politica, il pastore trovò il sostegno anche da parte di alcuni agenti di polizia. In poco tempo riuscirono ad accogliere in Svizzera 393 cileni. Ma i membri di “Azione posti liberi” avevano violato la legge, così si tenne il processo. Il 20 dicembre 1974, Il Procuratore Pubblico Mario Luvini firmò l’assoluzione di tutti. Motivandola con queste parole: «Il fine della “Azione posti liberi” era ed è esclusivamente di carattere umanitario, in quanto consistente nell’assicurare un rifugio sicuro ai perseguitati cileni presso famiglie svizzere» e «l’intento di prestare concreto soccorso ai profughi perseguitati e alle loro famiglie appare manifestamente onorevole anche alla luce dello spirito della legislazione e delle tradizioni svizzere in questa materia». Le autorità federali decisero di non presentare ricorso contro il decreto d'abbandono. Guido Rivoir è scomparso a Lugano nel febbraio del 2005.

In caso di un'eventuale condanna, un trasgressore potrebbe richiedere la attenuante dei cosiddetti "motivi onorevoli" prevista dall 'art.48 lett.a cifra 1 del Codice Penale Svizzero.

 

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