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Nell'era della «pecora consapevole»

Non opporsi al progresso, ma avere tutte le informazioni necessarie per affrontarlo: è la ricetta contenuta in "Bevi. Dimentica. Obbedisci", il nuovo album degli Alma Acoustic
Nell'era della «pecora consapevole»
ALMA ACOUSTIC
Nell'era della «pecora consapevole»
Non opporsi al progresso, ma avere tutte le informazioni necessarie per affrontarlo: è la ricetta contenuta in "Bevi. Dimentica. Obbedisci", il nuovo album degli Alma Acoustic

LUGANO - La tradizione della musica d'autore italiana prosegue con "Bevi. Dimentica. Obbedisci", il nuovo album della band ticinese Alma Acoustic, dato alle stampe il 14 agosto.

L'uscita del disco nella sua interezza porta a compimento un percorso iniziato circa un anno fa con l'uscita dei primi singoli, ha spiegato Maurizio Podda, frontman del gruppo, che condivide questa avventura artistica con Orio Oliveri (chitarre, cori), Pietro Pavanelli (chitarre), Christopher Cornacchini (basso) e Guido Lazzaroni (batteria). «C'è voluto quasi un anno per registrare il tutto. Alcuni brani magari erano già nel cassetto, altri sono nati in vista della pubblicazione».

Ci salverà una risata
Alma Acoustic ha un progetto dichiarato, fin dalla sua costituzione: il contrasto al "rockismo", ovvero quella tendenza al dominio di sonorità rock e all'uso dell'inglese (magari in forme semplificate) che relega il cantautorato e la creazione di brani in lingua italiana ai margini del discorso musicale. Ecco, la band si pone agli antipodi di questo modo di fare musica. Il sound ha una forte impronta pop-rock e l'italiano è centrale «e cerchiamo sempre di mettere qualche messaggio dentro le canzoni». I brani firmati Alma Acoustic si caratterizzano per la loro ironia - a volte marcata, altre volte più sottile - e per l'attenzione alle tematiche sociali e a quello che si può chiamare "l'impegno". «Ci sono casi in cui tocchiamo argomenti, come quello dell'oblio, che possono essere abbastanza impegnativi. Però cerchiamo di metterci quel filo d'ironia che renda il tutto un pochino più agevole». Una risata ci salverà? «In effetti si può dire così, esatto» concorda Maurizio.

La consapevolezza prima di tutto
"Bevi. Dimentica. Obbedisci" è un po' una triade attualizzata della classica "Produci. Consuma. Muori". «Suona molto pasoliniana, detta così», scherza Podda. Sebbene l'intellettuale italiano sia un punto di riferimento, soprattutto per la sua critica al consumismo, qui l'attenzione si deve spostare su un altro piano. «È quello che sembra che ci stia accadendo oggi, questo flusso che ci trascina». Torniamo quindi a parlare di oblio e di ciò che la band invita a fare. «Non tanto inneggiare a una ribellione contro quello che identifichiamo come "sistema": più che altro si tratta di cercare di portare le persone a ragionare con la propria testa». Ci dev'essere piena e assoluta consapevolezza di ciò che si fa, questo è l'importante. «Se si è scelto di farlo, ci piace sempre». Il problema, semmai, è quando la società diventa «un flusso inconsapevole di persone, di un gregge che segue un qualcosa senza sapere esattamente se è quello che vuole e se sta andando dove vorrebbe andare».

Viene alla mente la scena iniziale di "Tempi moderni" di Charles Chaplin, con il gregge di pecore che scorre in una direzione e una pecora nera che si distingue dalla massa di animali dal vello bianco. Da qui nasce quasi spontaneamente una possibile definizione per l'essere umano vagheggiato dagli Alma Acoustic: «la pecora consapevole». Maurizio concorda: «La consapevolezza è la parola chiave».

Tempo, preziosa risorsa
Un'altra idea ricorrente nell'album è quella di restare svegli. Il consiglio che gli Alma Acoustic vorrebbe consegnare agli ascoltatori è molto semplice: «Osservare, prendersi il tempo per osservare». Secondo Maurizio, uno dei grandi problemi contemporanei è proprio la mancanza di tempo: «Il tempo è diventata la risorsa più preziosa che abbiamo». È un concetto presente in brani come "Vita" e "Arturo", nei quali la band invita a recuperare uno sguardo più attento su ciò che accade.

Arturo, protagonista dell'omonimo singolo, è un gatto che osserva il mondo. Il suo atteggiamento diventa il contraltare a un'abitudine contemporanea: «Noi siamo oggi super, super intenti a postare o a raccontare tutto quello che ci succede intorno ancora prima di capire quello che è successo». Davanti a qualcosa, il primo pensiero diventa spesso realizzare un video, pubblicarlo o scattare una fotografia prima ancora di comprenderlo. «Se invece ci fermassimo un attimino e ci prendessimo del tempo per guardare quello che ci circonda e quello che succede, allora magari un pochino più di consapevolezza ci sarebbe». Osservare e prendersi il tempo sono, per Alma, «le due cose fondamentali».

Il gap tra essenza e apparenza
«Arturo» affronta anche la distanza tra ciò che si mostra e ciò che si è realmente. Il gatto osserva ciò che si nasconde dietro le immagini pubblicate su Instagram e dietro «quelle apparenze perfette». Il tema dell'apparenza torna anche nel brano che apre il disco, «L'incontro», dedicato alle conoscenze nate sui social network. Due persone si scambiano messaggi e fotografie nelle quali appaiono splendide, poi si incontrano di persona e si scoprono talmente diverse da non piacersi. Anche qui la band sceglie l'ironia. «Usiamo proprio delle metafore divertenti», racconta Maurizio, citando un passaggio del brano: «Dov'è finito il tuo sorriso d'oro, adesso che mi guardi dall'alto di un dente solo?». La scena prosegue con una cena durante la quale uno dei due protagonisti arriva a chiedere al cameriere di servire del curaro, pur di poter mettere fine all'appuntamento e scappare. «Ci piaceva raccontarlo con il sorriso», spiega.

Consoli e gli altri
Sul piano musicale, Maurizio tiene a precisare che il riferimento ai Negramaro, spesso percepito dagli ascoltatori, non corrisponde però a una fonte d'ispirazione reale per la band. Maurizio spiega che l'associazione può derivare dal modo di cantare e dall'impiego dello yodel, tecnica utilizzata anche da Giuliano Sangiorgi. «Se devo dire a livello di ispirazione, in realtà io dico sempre che per me la mia musa è sempre Carmen Consoli». Accanto a lei cita Max Gazzè e Daniele Silvestri, soprattutto per una scrittura capace di raccontare il sociale con uno sfondo ironico. A questi nomi aggiunge Niccolò Fabi, mentre della già citata Consoli apprezza anche «la dialettica» e «l'utilizzo di termini magari a volte inusuali».

Al Foce e al Cinema Teatro
La presentazione ufficiale del disco è all’orizzonte: un release party è fissato per il 23 ottobre allo Studio Foce, nell'ambito della rassegna Random. «È un evento gratuito», precisa Maurizio. Più avanti nel tempo è l'appuntamento del 2 aprile al Cinema Teatro di Chiasso: la band proporrà uno spettacolo insieme a un'altra formazione che esegue cover di Franco Battiato. Il filo conduttore sarà il confronto tra temi analoghi affrontati in epoche e linguaggi differenti. «Chiaramente non ci sogneremmo mai di paragonarci a Battiato», precisa Maurizio. L'obiettivo sarà piuttosto affrontare gli stessi temi «in chiave moderna», con Alma Acoustic che lo farà attraverso i propri brani e la propria cifra ironica.

Un valido aiuto in Italia
Tra le tante novità c'è anche l'accordo con Orangle Records. «Abbiamo finalmente anche noi un vero editore, una vera etichetta, che da adesso ci supporterà in tutto il nostro percorso». Il nome è prestigioso e influente, con attività di publishing svolta anche per nomi come Fabri Fibra, Annalisa o più recentemente TonyPitony.

In cerca di spazio in rotazione
Uno degli obiettivi resta ottenere maggiore spazio nelle radio svizzere. I brani sono stati inseriti in alcune trasmissioni, ma sono in forma estemporanea. Entrare in rotazione resta difficilissimo. «Resisteremo», promette Maurizio.

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