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COREA DEL NORD/SVIZZERA

Cassis a Pyongyang: «Colloqui fruttuosi» con la Corea del Nord

Il consigliere federale ha incontrato la ministra degli Esteri nordcoreana e riaperto l'ufficio diplomatico svizzero. Offerti i Buoni Uffici di Berna.
Cassis a Pyongyang: «Colloqui fruttuosi» con la Corea del Nord
DFAE
Fonte Sda/DFAE
Cassis a Pyongyang: «Colloqui fruttuosi» con la Corea del Nord
Il consigliere federale ha incontrato la ministra degli Esteri nordcoreana e riaperto l'ufficio diplomatico svizzero. Offerti i Buoni Uffici di Berna.

PJÖNGJANG - La Corea del Nord ha mostrato grande interesse per la riapertura dell'ufficio diplomatico svizzero a Pyongyang. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Ignazio Cassis, definendo «fruttuoso» il colloquio con la sua omologa nordcoreana Choe Son Hui. Il consigliere federale ha concluso venerdì una visita di due giorni nella capitale nordcoreana, diventando il primo membro del Governo svizzero a recarsi nel Paese dopo Micheline Calmy-Rey nel 2003.

La visita ha segnato un passo importante nella ripresa delle relazioni diplomatiche tra Berna e Pyongyang. «Si tratta di un aggiornamento delle relazioni» tra i due Paesi, ha spiegato Cassis all'agenzia Keystone-ATS. La missione, svoltasi il 29 e 30 ottobre, aveva tre obiettivi principali: ristabilire una presenza diplomatica svizzera in una nuova forma, normalizzare le relazioni politiche bilaterali e rilanciare il dialogo diretto con le autorità nordcoreane. Oltre all'incontro di due ore con la ministra degli Esteri, il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha avuto un colloquio con l'alto funzionario del Partito dei Lavoratori di Corea Jo Yong Won, segretario del Comitato centrale del partito. Le discussioni hanno affrontato la sicurezza nella penisola coreana e le più ampie sfide in materia di sicurezza in Eurasia. Non si è invece tenuto alcun incontro con il leader nordcoreano Kim Jong Un. I colloqui hanno permesso di gettare le basi per futuri progetti nei settori dell'alimentazione e della salute. Cassis ha inoltre offerto i Buoni Uffici della Svizzera per contribuire ad allentare le tensioni nella penisola coreana, una proposta che, secondo il ministro, è stata accolta favorevolmente.

Sylvain Astier è rappresentante diplomatico
L'ufficio diplomatico svizzero a Pyongyang, chiuso nel marzo 2020 a causa della pandemia di Covid-19, è tornato operativo il 19 ottobre ed è stato ufficialmente riaperto da Cassis durante la sua visita. La rappresentanza dipende dall'ambasciata svizzera a Pechino, che mantiene la responsabilità delle relazioni diplomatiche e consolari con la Corea del Nord. A guidarla sarà Sylvain Astier, già inviato speciale della Svizzera per il Corno d'Africa, affiancato da tre collaboratori locali. Il personale potrà essere ampliato in funzione dei progetti futuri. La presenza permanente a Pyongyang permetterà alla Svizzera di mantenere contatti diretti con le autorità nordcoreane e di seguire più da vicino gli sviluppi regionali.

Dopo la tappa nordcoreana, Cassis si è recato a Seoul, dove ha incontrato, il 30 e 31 ottobre, il consigliere per la sicurezza nazionale Wi Sung-lac e il viceministro degli Affari esteri Jeong Yeondoo. Il consigliere federale ha informato le autorità sudcoreane dei colloqui avuti a Pyongyang. Le discussioni hanno riguardato anche la sicurezza nella penisola coreana, le prospettive di riduzione delle tensioni regionali e le relazioni bilaterali tra Svizzera e Corea del Sud. Anche Seoul ha manifestato «grande interesse» per la riapertura dell'ufficio diplomatico svizzero. Gli incontri, ha riferito il consigliere federale, si sono svolti in un clima molto cordiale.

Coinvolta nel monitoraggio dell'armistizio
La Svizzera intrattiene relazioni diplomatiche con la Corea del Nord dal 1974 e con la Corea del Sud dal 1963. Dal 2003 ha inoltre mantenuto un dialogo politico regolare con Pyongyang, con consultazioni proseguite fino al 2019. Dopo diversi anni di isolamento, la graduale ripresa dei contatti internazionali della Corea del Nord offre ora, secondo il DFAE, l'opportunità di rilanciare questi scambi. Berna svolge un ruolo anche nella sorveglianza dell'armistizio del 1953, attraverso la Commissione di supervisione degli Stati neutrali (NNSC). Cinque ufficiali svizzeri sono di stanza a Panmunjom insieme ad altrettanti militari svedesi. La Commissione accompagna le ispezioni, osserva determinate attività militari e verifica in modo indipendente il rispetto dell'accordo. Durante questa visita Cassis non ha incontrato gli osservatori svizzeri nella zona demilitarizzata, ma ha ricevuto un'«analisi approfondita» della situazione dal maggior generale Ivo Burgener, responsabile della missione svizzera presso la NNSC.

Tensioni crescenti
La missione diplomatica si inserisce in un contesto di crescenti tensioni tra le due Coree. A settembre, tre soldati sudcoreani sono rimasti gravemente feriti in seguito a un'esplosione nella zona demilitarizzata. Seoul sospetta che l'incidente sia stato provocato da una mina collocata dalla Corea del Nord, che respinge ogni responsabilità. La situazione rimane delicata anche dal punto di vista giuridico e militare: Corea del Nord e Corea del Sud sono infatti tecnicamente ancora in stato di guerra. Il conflitto combattuto tra il 1950 e il 1953 si è concluso con un armistizio, senza che sia mai stato firmato un trattato di pace.

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