Una politica combatte contro cioccolato e orsetti gommosi alla cassa

Frutta fresca invece di orsetti gommosi? Una consigliera nazionale socialista chiede prodotti più sani nell’area delle casse dei negozi di alimentari. I dettaglianti si difendono.
Frutta fresca invece di orsetti gommosi? Una consigliera nazionale socialista chiede prodotti più sani nell’area delle casse dei negozi di alimentari. I dettaglianti si difendono.
BERNA - «Mamma, posso?» - «No.» - «Per favore!» L'attesa alla cassa può trasformare la spesa in una prova di pazienza per i genitori. Soprattutto quando, accanto al nastro trasportatore, fanno bella mostra di sé barrette di cioccolato, orsetti gommosi e altre leccornie.
Un'iniziativa politica punta a cambiare le cose: al posto dei dolciumi, alle casse dei supermercati dovrebbero trovare sempre più spazio alternative più sane.
Una consigliera nazionale socialista vuole casse più sane
Ora, attraverso una mozione, la consigliera nazionale socialista Laurence Fehlmann Rielle chiede al Consiglio federale di adottare misure affinché «i bambini alle casse dei grandi negozi non siano più esposti in modo massiccio a prodotti non sani».
Già nel 2021 la ginevrina aveva sollevato la questione in Parlamento. All'epoca il Consiglio federale si era detto favorevole a raccomandare ai grandi distributori di proporre prodotti più sani nelle zone delle casse. Da allora, però, non sarebbe cambiato nulla, critica Fehlmann Rielle. Anzi, la situazione sarebbe persino peggiorata.
A sostegno della sua posizione cita un'analisi dell'associazione dei consumatori della Svizzera romanda, che ha esaminato oltre 2200 prodotti in 30 negozi. Secondo lo studio, il 98% delle casse con personale a Ginevra sarebbe rifornito di dolciumi. E nel resto della Svizzera romanda la situazione non sarebbe migliore.
«Si ricorda che in Svizzera il 43% della popolazione è in sovrappeso o obesa e che anche bambini e adolescenti non ne sono risparmiati», sottolinea Fehlmann Rielle nella sua iniziativa. La consigliera nazionale chiede quindi di porre fine al «marketing dannoso per bambini e adolescenti».
Un consigliere nazionale del Centro mette in guardia dall'intervento dello Stato
Il consigliere nazionale del Centro Thomas Rechsteiner non è convinto della proposta. «Fatto con buone intenzioni non si traduce sempre in ben fatto», è la sua conclusione. La protezione dei giovani è certamente importante, sostiene, ma non spetta allo Stato decidere anche cosa possa essere esposto alle casse dei supermercati. Secondo Rechsteiner, proteggere i bambini da ogni tentazione non li aiuta a diventare persone autonome. «Abbiamo bisogno di cittadini responsabili, non di carrelli della spesa sorvegliati dallo Stato.»
A suo avviso, i grandi distributori, così come panetterie, macellerie e piccoli negozi, devono poter scegliere liberamente il proprio assortimento nel rispetto delle leggi vigenti. La decisione su cosa acquistare spetta ai clienti, mentre l'educazione dei figli è compito dei genitori, afferma il politico. Rechsteiner dubita anche dei benefici per la salute: «Esporre altra merce alla cassa non sostituisce né un'alimentazione equilibrata né una passeggiata», osserva. E aggiunge che chi vuole consumare meno zucchero non ha bisogno di aspettare un divieto.
Per i dettaglianti la responsabilità spetta ai genitori
Anche la Federazione svizzera dei grandi distributori, l'associazione che rappresenta gli interessi di Coop, Migros e Denner, guarda con scetticismo all'iniziativa. La proposta interviene «in modo molto forte» sull'assortimento e sull'organizzazione dei negozi, afferma il portavoce Manuel Toma a 20 Minuten. «Inoltre è estremamente dubbio che questa misura abbia un effetto percepibile sull'alimentazione dei bambini.»
Secondo Toma, l'offerta alle casse dei negozi rappresentati dalla Federazione svizzera dei grandi distributori è varia e comprende spesso alternative come snack salati o frutta secca. «Articoli come frutta e verdura sono molto impegnativi da gestire e per questo non sono adatti, tra l'altro, all'area delle casse.» In molte filiali, inoltre, sono presenti casse self-service senza dolciumi.
Toma precisa inoltre che gli snack non vengono collocati appositamente a portata di mano dei bambini, ma piuttosto degli adulti in attesa. «Alla fine sono i genitori a decidere quali prodotti acquistare per i loro figli – e sanno cosa è adatto a loro», sottolinea.
Ora toccherà al Consiglio federale esprimersi sulla mozione di Fehlmann Rielle, prima che il testo passi al Consiglio nazionale. Se quest'ultimo lo approverà, sarà poi il turno del Consiglio degli Stati. In caso di via libera da parte di entrambe le Camere, il Consiglio federale dovrà dare seguito alla richiesta.








